Le analisi di oli industriali e lubrificanti raccontano cosa sta succedendo dentro le tue macchine prima che sia il guasto a dirtelo. Un olio idraulico che si ossida, un olio da taglio che si contamina di batteri, un fluido termico che perde viscosità: sono segnali che il laboratorio legge con settimane di anticipo rispetto a un fermo produzione.
C’è però un secondo motivo, meno ovvio, per cui questi controlli interessano il titolare d’azienda: gli oli sono un rischio per chi lavora. Nebbie oleose inalate ai centri di lavoro, contatto ripetuto con la pelle nelle operazioni di rabbocco e pulizia, emulsioni degradate che diventano terreno di coltura per microrganismi. Tutto questo rientra nella valutazione dei rischi chimico e biologico prevista dal D.Lgs 81/2008 e ha ricadute dirette sulla salute degli operatori.
Quali fluidi analizziamo
- oli idraulici di presse, impianti oleodinamici, macchine movimento terra;
- oli lubrificanti di riduttori, compressori, turbine, motori endotermici;
- emulsioni e oli da taglio delle lavorazioni meccaniche, interi o in vasca;
- fluidi termovettori e oli diatermici degli impianti di processo;
- oli isolanti dei trasformatori;
- oli alimentari di frittura, dove il tema è la degradazione del grasso e la sicurezza del prodotto;
- oli esausti, quando serve verificarne lo stato prima dell’avvio alla filiera del recupero.
Cosa comprende il servizio
Il pacchetto si costruisce sul fluido e sull’obiettivo: manutenzione predittiva, tutela della salute o gestione come rifiuto.
- prelievo del campione nel punto e nella condizione corretti, con fluido in temperatura e circuito in esercizio;
- parametri di stato: viscosità, indice di acidità, contenuto d’acqua, punto di infiammabilità, pH per le emulsioni;
- contaminanti: particolato e conteggio particelle, metalli di usura, silicio, ingresso di refrigerante o carburante;
- controllo microbiologico delle emulsioni: carica batterica, lieviti e muffe, presenza di solfatoriduttori;
- verifica di sostanze pericolose per la valutazione del rischio chimico e per la scelta dei dispositivi di protezione;
- rapporto di prova con confronto ai valori del produttore del fluido e giudizio sullo stato d’uso;
- indicazioni operative: continuare, filtrare, rabboccare, sostituire.
Quando l’interesse è l’esposizione degli operatori, l’analisi del fluido si abbina ai campionamenti degli agenti chimici aerodispersi per misurare le nebbie oleose effettivamente respirate in postazione.
Come si svolge
- Censimento dei punti di prelievo. Individuiamo macchine, vasche e circuiti da tenere sotto controllo e definiamo la frequenza di campionamento.
- Prelievo a regola d’arte. Il campione si preleva a impianto caldo e in circolazione, da un punto rappresentativo e mai dal fondo del serbatoio, con contenitori puliti e dedicati.
- Identificazione. Ogni campione riporta macchina, tipo di fluido, ore di esercizio e data dell’ultimo rabbocco: senza questi dati il risultato è difficile da interpretare.
- Analisi in laboratorio. Si eseguono le determinazioni previste dal pacchetto, con metodi riconosciuti.
- Lettura del trend. Il valore singolo dice poco: il valore confrontato con i prelievi precedenti dice quasi tutto. Costruiamo lo storico per ogni macchina.
- Report e azioni. Consegniamo il rapporto con la diagnosi e le azioni suggerite, comprese le ricadute sulla sicurezza degli addetti.
Errori comuni
| Errore | Conseguenza |
|---|---|
| Prelevare a macchina ferma e fredda | I contaminanti sono sedimentati: il campione non rappresenta il fluido in esercizio |
| Usare bottiglie di recupero | Il contenitore introduce contaminazione e falsa il risultato |
| Analizzare una volta sola | Senza storico non si vede la tendenza e la manutenzione predittiva non funziona |
| Rabboccare le emulsioni senza controlli | pH e carica microbica scendono fuori controllo e compaiono dermatiti negli addetti |
| Non registrare le ore di esercizio | Il dato non è confrontabile tra un prelievo e l’altro |
| Trascurare l’esposizione degli operatori | Il rischio chimico da nebbie oleose resta fuori dal DVR |
Il legame con la salute degli addetti
Le lavorazioni meccaniche con emulsioni sono una delle cause più frequenti di dermatiti professionali e di disturbi delle vie respiratorie. Un’emulsione degradata, con pH fuori range e carica batterica elevata, aggredisce la pelle e produce aerosol irritanti. Il controllo periodico del fluido è quindi una misura di prevenzione a tutti gli effetti: va documentata nel DVR e condivisa con il medico competente, che ne tiene conto nel definire gli accertamenti della sorveglianza sanitaria.
Domande frequenti
Ogni quanto conviene analizzare un olio?
Dipende dalla criticità della macchina e dalle ore di funzionamento. Per impianti strategici è comune un controllo a intervalli regolari nell’arco dell’anno; per le emulsioni delle lavorazioni meccaniche i controlli sono in genere più ravvicinati, perché il fluido si altera più in fretta.
Quanto fluido serve per l’analisi?
Poco: una quantità dell’ordine di qualche centinaio di millilitri copre la maggior parte dei pacchetti. Forniamo noi i contenitori corretti e le istruzioni, così il prelievo può essere fatto anche dal tuo manutentore.
L’analisi dice se devo cambiare l’olio?
Dice se il fluido è ancora idoneo all’uso. Confrontiamo i risultati con le specifiche del produttore e con lo storico della macchina: spesso la risposta non è “cambiare”, ma filtrare, deumidificare o correggere la concentrazione dell’emulsione.
Gli oli esausti come vanno gestiti?
Vanno avviati alla filiera prevista per gli oli usati, che sono generalmente rifiuti pericolosi. Se serve attribuire un codice o verificare contaminazioni che impediscono il recupero, si passa dalle analisi per la classificazione dei rifiuti.
Le nebbie oleose vanno misurate nell’aria?
Sì, quando ci sono lavorazioni con lubrorefrigeranti nebulizzati. La misura in postazione si abbina utilmente al controllo delle polveri inalabili e respirabili e alla verifica della qualità dell’aria indoor nei reparti.
Tieni sotto controllo i tuoi fluidi
Impostiamo il piano di campionamento sulle tue macchine, forniamo i kit di prelievo e costruiamo lo storico che rende utili i dati. Puoi inserire il controllo degli oli nei monitoraggi ambientali periodici insieme agli altri servizi di analisi ambientali.
Chiedi il tuo preventivo gratuito: dicci quali macchine vuoi monitorare e ti proponiamo il piano più adatto.