Capire quale corso antincendio serve tra livello 1, 2 e 3 è il primo passo per formare correttamente gli addetti alla gestione delle emergenze. Il livello non lo scegli tu e non dipende dal numero di dipendenti: discende dalla classificazione del rischio incendio dell’attività, definita dal D.M. 02/09/2021, che ha sostituito la vecchia distinzione tra rischio basso, medio ed elevato.
L’errore più diffuso è formare gli addetti al livello sbagliato. Un attestato di livello inferiore a quello richiesto non copre l’obbligo e, in caso di controllo o di evento, l’azienda risulta priva di addetti designati. Sotto trovi i criteri per collocare la tua attività e le differenze concrete tra i tre percorsi.
Le tre opzioni a confronto
| Aspetto | Livello 1 | Livello 2 | Livello 3 |
|---|---|---|---|
| Corrisponde a | Rischio incendio basso nella vecchia classificazione | Rischio medio | Rischio elevato |
| Attività tipiche | Uffici piccoli, studi professionali, negozi di modeste dimensioni, laboratori artigianali senza lavorazioni pericolose | Alberghi, scuole, strutture sanitarie, capannoni produttivi, magazzini, locali di pubblico spettacolo, attività soggette al controllo dei Vigili del Fuoco | Attività con rischio di incendio particolarmente alto elencate nel decreto: depositi e lavorazioni di sostanze infiammabili o esplodenti, impianti chimici e di processo, centrali termoelettriche, cantieri con lavori in sotterraneo |
| Durata del corso | 4 ore | 8 ore | 16 ore |
| Prova pratica | Sì, con estintori | Sì, con estintori e attrezzature | Sì, articolata, con prove su scenari complessi |
| Aggiornamento | 2 ore ogni 5 anni | 5 ore ogni 5 anni | 8 ore ogni 5 anni |
| Idoneità tecnica | Non prevista | Non prevista in via generale | Richiesta per le attività individuate dalla norma, con esame presso i Vigili del Fuoco |
| Contenuti principali | Principi della combustione, estintori portatili, procedure di esodo | Sostanze estinguenti, impianti di rilevazione e spegnimento, gestione dell’emergenza | Protezione attiva e passiva, esodo in scenari complessi, coordinamento delle squadre |
La classificazione dell’attività va motivata nella valutazione del rischio incendio, che è parte integrante del DVR. È lì che si spiega perché la tua azienda sta in un livello e non in un altro.
Livello 1: quando basta
Il livello 1 copre le attività dove il carico di incendio è contenuto, le sostanze presenti non sono infiammabili in quantità significative e l’esodo è semplice e rapido. Rientrano tipicamente uffici di piccole dimensioni, studi, ambulatori non complessi, botteghe artigiane senza lavorazioni a caldo o solventi.
Il limite è la superficialità con cui viene applicato. Molte aziende si autoclassificano al livello 1 perché “siamo in pochi”, ignorando depositi, gruppi elettrogeni, cabine di verniciatura, cucine o magazzini pieni di materiale combustibile. Il numero di addetti pesa sull’organizzazione dell’emergenza, non sulla classificazione del rischio.
Livello 2: il caso più frequente
La maggior parte delle aziende produttive e delle attività aperte al pubblico ricade nel livello 2. Il criterio pratico più solido è questo: se la tua attività è soggetta ai controlli di prevenzione incendi dei Vigili del Fuoco e non rientra tra quelle a rischio più alto elencate nel decreto, i tuoi addetti devono seguire il percorso da 8 ore.
Qui il corso non è solo teoria. L’addetto deve saper riconoscere un principio di incendio, scegliere l’estinguente corretto, capire quando intervenire e quando invece limitarsi ad allertare e gestire l’esodo. È la parte che fa la differenza durante un’emergenza reale, insieme alle prove pratiche periodiche.
Attenzione a un punto spesso trascurato: il numero di addetti designati deve essere sufficiente a coprire tutti i turni, le ferie e le assenze. Avere un solo addetto formato significa restare scoperti ogni volta che quella persona non c’è.
Livello 3: dove il rischio è elevato
Il livello 3 riguarda un elenco definito di attività ad alto rischio, dove un innesco può propagarsi rapidamente o coinvolgere sostanze pericolose. Il percorso è più lungo, con esercitazioni su scenari articolati, e per le attività individuate dalla norma agli addetti è richiesto anche l’attestato di idoneità tecnica conseguito con esame presso il Comando dei Vigili del Fuoco.
Se lavori con infiammabili, gas tecnici, polveri combustibili o processi chimici, non improvvisare la classificazione: la sottostima del livello è tra le contestazioni più pesanti in caso di ispezione o di incidente, e può portare a provvedimenti che incidono sulla continuità dell’attività.
Come scegliere
Segui questa sequenza:
- Verifica se l’attività è soggetta ai controlli di prevenzione incendi. È lo spartiacque principale tra livello 1 e livello 2.
- Controlla se rientri tra le attività ad alto rischio elencate nel decreto. In quel caso il livello 3 non è opinabile.
- Guarda i materiali e i processi, non solo l’insegna: un ufficio con un deposito di cartone e vernici non è più un semplice ufficio.
- Considera l’esodo: piani interrati, presenza di pubblico, persone con ridotta mobilità, vie di uscita lunghe o uniche alzano il rischio.
- Formalizza la scelta nella valutazione del rischio incendio, così la classificazione è tracciabile e difendibile.
- Dimensiona la squadra in base a turni e sedi, non al minimo teorico.
Se hai dubbi, il criterio prudente è farsi verificare la classificazione da un tecnico prima di iscrivere le persone: rifare il corso al livello corretto costa tempo e ore di lavoro. Il dettaglio dei percorsi è nella pagina dei corsi antincendio.
Domande frequenti
Un attestato di livello superiore copre anche i livelli inferiori?
Sì, un addetto formato al livello più alto è abilitato anche per attività classificate a livello inferiore. Al contrario non funziona: un attestato di livello 1 non vale in un’attività di livello 2.
Gli attestati rilasciati con la vecchia classificazione sono ancora validi?
La formazione conseguita in precedenza resta valida secondo l’equivalenza tra vecchi e nuovi livelli, a condizione che gli aggiornamenti periodici siano stati rispettati. Il primo aggiornamento successivo va fatto con i contenuti e le durate del nuovo decreto.
Chi può fare il docente del corso antincendio?
Il decreto richiede requisiti specifici per i formatori, distinti per la parte teorica e per quella pratica. Chiedi sempre di verificarli: un corso tenuto da personale non qualificato produce un attestato contestabile.
Devo designare gli addetti anche se lavoro da solo?
Se non ci sono lavoratori dipendenti o equiparati la designazione non si applica, ma le misure di prevenzione incendi e l’idoneità dei locali restano dovute. Appena assumi, la designazione e la formazione diventano immediate: vedi gli adempimenti per una nuova azienda.
Non sei sicuro del livello della tua attività? Descrivici lavorazioni, materiali e layout: verifichiamo la classificazione e ti inviamo un preventivo gratuito per la formazione degli addetti. Altri confronti utili nella sezione confronti.