Un near miss è un evento imprevisto che aveva tutte le condizioni per provocare un infortunio ma che, per una coincidenza favorevole o per una reazione tempestiva, non ha causato lesioni a nessuno. In italiano si traduce con “quasi infortunio” o “mancato infortunio”: il pallet che cade dallo scaffale un attimo dopo che l’operatore si è spostato, la scala che scivola mentre nessuno ci sta sopra, il muletto che sfiora un pedone nel corridoio del magazzino.
Nel significato che la sicurezza sul lavoro attribuisce al near miss c’è tutto il suo valore: è un infortunio che non è avvenuto solo per fortuna, quindi è un’informazione gratuita su una falla del tuo sistema di prevenzione. Chi raccoglie e analizza questi eventi interviene prima che la stessa dinamica si ripeta con una persona nel punto sbagliato. Chi li ignora aspetta l’infortunio vero per accorgersene.
| Tipo di evento | Esempio in azienda | Cosa segnala |
|---|---|---|
| Quasi caduta | Pavimento bagnato senza cartello in cucina | Procedure di pulizia e segnalazione |
| Quasi urto | Carrello elevatore e pedone nello stesso corridoio | Separazione dei percorsi, viabilità interna |
| Quasi schiacciamento | Materiale instabile che crolla da una scaffalatura | Stoccaggio, portata, ancoraggi |
| Quasi contatto elettrico | Cavo con guaina lesionata trovato prima dell’uso | Manutenzione e verifiche periodiche |
| Quasi esposizione | Sversamento di prodotto chimico senza operatori vicini | Travaso, contenimento, DPI |
Cosa dice la normativa
Il termine near miss non compare come definizione espressa nel D.Lgs 81/2008, ma il concetto è dentro l’impianto della norma. La valutazione dei rischi deve considerare tutti i rischi presenti e va rielaborata quando cambiano le condizioni di lavoro o quando emergono elementi che rendono necessario un aggiornamento: un quasi infortunio ricorrente è esattamente uno di quegli elementi. Se lo stesso evento si ripete, il DVR che non ne tiene conto è un documento fermo alla realtà di ieri.
Il collegamento più diretto è con i compiti del servizio di prevenzione e protezione, che deve individuare i fattori di rischio e proporre le misure, e con la vigilanza del preposto, tenuto a intervenire quando rileva comportamenti o condizioni non conformi. Gli standard volontari come la ISO 45001 vanno oltre e chiedono una procedura formale di segnalazione e analisi degli incidenti, inclusi quelli senza conseguenze. Un near miss non genera denuncia all’istituto assicuratore, perché non c’è lesione: la sua gestione è interna, ma pesa nel giudizio complessivo sull’organizzazione della prevenzione se un organo di vigilanza o un giudice va a ricostruire cosa sapevi e da quando.
Chi riguarda in azienda
Riguarda tutti, con ruoli diversi. Il lavoratore è l’unico che di solito vede l’evento e ha l’obbligo generale di segnalare le deficienze di mezzi e attrezzature e le condizioni di pericolo di cui viene a conoscenza. Il preposto raccoglie la segnalazione, interrompe l’attività se serve e la porta a chi può decidere. L’RSPP analizza la dinamica, cerca la causa organizzativa e non solo il gesto sbagliato, e propone la misura correttiva. Il datore di lavoro decide, stanzia le risorse e verifica che la correzione sia stata davvero applicata. L’RLS viene consultato e usa i dati raccolti nella riunione periodica.
Il punto critico è culturale: la segnalazione funziona solo se non è punitiva. Se chi segnala teme una contestazione disciplinare, i near miss spariscono dai registri e ricompaiono sotto forma di infortuni.
Errori frequenti
- Registrare solo gli infortuni con prognosi. Così si perde la parte più numerosa e più utile dei dati.
- Trattare il near miss come colpa del singolo. La domanda giusta non è “chi ha sbagliato” ma “perché era possibile sbagliare così”.
- Segnalare e non chiudere il ciclo. Una raccolta senza azione correttiva e senza verifica dell’efficacia produce solo carta.
- Non collegare i near miss alla formazione. Gli eventi reali sono il materiale migliore per l’aggiornamento periodico dei lavoratori.
- Non aggiornare la valutazione dei rischi quando lo stesso quasi infortunio si ripete più volte.
Domande frequenti
Un near miss va denunciato all’istituto assicuratore?
No. La denuncia riguarda gli eventi con lesione; un quasi infortunio, per definizione, non ne produce. Resta però opportuna la registrazione interna, che è uno strumento di prevenzione e di prova della diligenza aziendale.
Chi deve segnalare un quasi infortunio?
Chiunque lo osservi. Il flusso più efficace parte dal lavoratore, passa dal preposto e arriva al servizio di prevenzione. Va definito in una procedura semplice, non in un regolamento di dieci pagine.
Serve un modulo particolare?
Non è prescritto un modello. Bastano data, luogo, attività in corso, descrizione dell’evento, conseguenze potenziali e azione decisa, con il nome di chi la esegue e la data di verifica.
I near miss vanno inseriti nel DVR?
Il DVR non deve contenere l’elenco degli eventi, ma le misure che ne derivano sì. Se l’analisi fa emergere un rischio non valutato o sottostimato, il documento va aggiornato.
Vuoi impostare un sistema di segnalazione dei quasi infortuni che funzioni davvero, con procedura, modulistica e analisi delle cause? I nostri tecnici affiancano il tuo RSPP o assumono l’incarico come RSPP esterno. Richiedi un preventivo gratuito oppure approfondisci la differenza tra pericolo e rischio e la definizione di infortunio sul lavoro nel nostro glossario.