Attrezzature di lavoro

Sicurezza del compressore d'aria: obblighi e verifiche

Obblighi di sicurezza per compressore d'aria: conformità, documentazione, verifiche periodiche e formazione degli operatori.

In officina, in carrozzeria, nei laboratori alimentari e in quasi tutti i reparti produttivi c’è un compressore che nessuno guarda mai. Comprime aria atmosferica — con pistoni o con una coppia di viti — e la accumula in un serbatoio da cui parte la rete che alimenta avvitatori, pistole di soffiaggio e automatismi. Si avvia quando la pressione scende sotto il valore impostato al pressostato e si ferma quando la raggiunge, senza che nessuno lo comandi.

Questa autonomia lo rende diverso dalle macchine di produzione: il rischio principale non è nella lavorazione ma nell’energia immagazzinata, perché l’aria contenuta nel serbatoio si libera tutta in un istante se il contenitore cede. E il cedimento non arriva dal caso, arriva da un processo lento — la condensa che ristagna sul fondo e corrode la lamiera dall’interno — che si previene con due operazioni banali. È il motivo per cui questa attrezzatura ha adempimenti documentali propri.

I rischi specifici di questa attrezzatura

Cedimento del serbatoio. La corrosione interna assottiglia la parete dove l’acqua ristagna; un serbatoio non spurgato per anni è il caso tipico di guasto senza preavviso.

Getto di aria in pressione. L’aria diretta contro pelle, occhi o indumenti provoca lesioni serie e può penetrare nei tessuti: il soffiaggio addosso alle persone per “spolverarsi” va vietato esplicitamente.

Organi in rotazione e superfici calde. Cinghia, puleggia e ventola sono spesso raggiungibili sui modelli da officina; testata e tubi di mandata ustionano al semplice contatto.

Avviamento automatico. Chi mette le mani sulla macchina credendola ferma se la ritrova in moto un istante dopo: durante la manutenzione la sola posizione “off” del quadro non basta.

Rumore continuo. Spesso è la sorgente sonora dominante di un piccolo laboratorio, e pesa anche su chi non lo usa: la valutazione segue il Titolo VIII del D.Lgs 81/2008.

Qualità dell’aria erogata. Nebbie oleose e condensa contaminano la rete: dove l’aria alimenta respiratori o tocca alimenti, il tema diventa igienico.

Conformità e documentazione

Il gruppo va guardato come due cose insieme. La parte macchina — motore, gruppo pompante, trasmissione, quadro — segue la Direttiva Macchine, con marcatura CE, dichiarazione e libretto. Il serbatoio è invece un’attrezzatura a pressione, certificata secondo la normativa di settore, con targa dei dati identificativi, pressione massima ammissibile e volume, e con la documentazione del fabbricante da conservare per tutta la vita dell’apparecchio.

Sul serbatoio devono essere presenti e integri i dispositivi di sicurezza: valvola tarata sulla pressione ammessa e sigillata, manometro leggibile, pressostato di regolazione, rubinetto di scarico condensa. Questa documentazione, insieme all’elenco delle attrezzature aziendali, serve al RSPP esterno per costruire il piano dei controlli.

Verifiche e manutenzione

Qui sta la differenza rispetto alle macchine utensili: i serbatoi d’aria che superano le soglie di pressione e volume stabilite dalla norma sono soggetti a verifica periodica obbligatoria. Il percorso è scandito: denuncia di messa in servizio all’ente indicato dalla normativa, prima verifica, poi verifiche periodiche di funzionamento e di integrità con le cadenze fissate dall’allegato di riferimento in base al tipo di apparecchio. I serbatoi sotto le soglie ne sono esclusi, ma restano soggetti a manutenzione. Il meccanismo generale è spiegato nella pagina sulle verifiche periodiche delle attrezzature.

Sul piano quotidiano contano poche azioni ripetute: scaricare la condensa con la frequenza indicata dal costruttore, controllare olio e filtro di aspirazione, verificare che la valvola di sicurezza non sia bloccata, sostituire tubi e raccordi screpolati. Tutto va annotato: il registro delle verifiche dimostra la continuità dei controlli quando arriva un’ispezione.

Chi può usarla

Per usare un compressore non è richiesto un titolo abilitativo: chi lo aziona deve però conoscere il funzionamento del pressostato, sapere dove si scarica la condensa e capire perché non si tocca la valvola di sicurezza. L’informazione va estesa a chiunque usi la rete aria, non solo a chi accende la macchina: il rischio principale, il getto contro le persone, sta all’altro capo del tubo.

Interventi sulla parte in pressione, sui dispositivi di sicurezza e sul serbatoio vanno affidati a ditte qualificate. Prima di ogni manutenzione va scaricata la pressione dell’accumulo e sezionata l’alimentazione elettrica, altrimenti l’avviamento automatico rende inutile ogni precauzione: un richiamo su questo punto entra nella formazione dei lavoratori del reparto.

AdempimentoQuando entra in giocoChi se ne occupa
Denuncia di messa in servizioPrima del primo utilizzo del serbatoio soggettoDatore di lavoro verso l’ente indicato dalla norma
Prima verifica di messa in servizioAll’avvio dell’esercizioSoggetto individuato dalla normativa
Verifica periodica di funzionamentoAlle scadenze fissate dall’allegato di riferimentoEnte o soggetto abilitato
Verifica di integritàAlla cadenza prevista per la categoria dell’apparecchioEnte o soggetto abilitato
Scarico condensa e controllo olioNella gestione ordinariaPersonale interno incaricato

Domande frequenti

Il piccolo compressore da hobbistica usato in officina va denunciato?

Dipende dalle caratteristiche del serbatoio: sotto le soglie di pressione e volume indicate dalla norma l’apparecchio non rientra tra quelli soggetti a denuncia e verifica. Il dato si legge sulla targa, non si stima a occhio; se la targa manca o è illeggibile, il problema va risolto prima di continuare a usarlo.

Si può usare l’aria compressa per pulire il banco o la tuta?

Pulire con la pistola gli indumenti indossati è una pratica da eliminare: il getto provoca lesioni gravi. Anche soffiare il banco è discutibile, perché rimette in sospensione polveri che poi si respirano: meglio l’aspirazione, con la stessa logica dei campionamenti di agenti chimici.

Ogni quanto va scaricata la condensa?

La frequenza la indica il costruttore e dipende da quanto lavora la macchina e dall’umidità: nei mesi caldi l’acqua prodotta aumenta sensibilmente. Dove ci si dimentica la soluzione è lo scaricatore automatico, che però si intasa e va controllato.

La valvola di sicurezza si può regolare se il compressore stacca troppo presto?

No. La valvola è tarata sulla pressione massima ammessa dal serbatoio e sigillata: manometterla significa togliere l’unica protezione contro la sovrappressione. Se la macchina stacca prima del necessario si interviene sul pressostato, entro i limiti previsti, e solo con personale competente.

Comprando un compressore usato le verifiche ripartono da zero?

Non ripartono, si trasferiscono: chi acquista deve farsi consegnare libretto, documentazione e verbali delle verifiche già eseguite. Un serbatoio senza storia documentale è un problema che si eredita, e va risolto prima della messa in esercizio.

Volete sapere se il serbatoio della vostra rete aria è tra quelli da denunciare e verificare? Mandateci i dati di targa con la richiesta di preventivo gratuito: vi diremo quali adempimenti vi riguardano e organizzeremo la verifica con i soggetti abilitati.

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