Attrezzature di lavoro

Sicurezza del autogru: obblighi e verifiche

Obblighi di sicurezza per autogru: conformità, documentazione, verifiche periodiche e formazione degli operatori.

L’autogru arriva in cantiere su gomma, si posiziona in mezz’ora e per il resto della giornata diventa la macchina attorno a cui ruota tutto il lavoro: travi, casseri, macchinari, prefabbricati, spesso in aree strette e sopra la testa di altre squadre. Proprio perché è mobile non lavora mai due volte nelle stesse condizioni: cambia il terreno, cambia la distanza dal punto di scarico, cambiano gli ostacoli. Ogni giornata di impiego è di fatto un allestimento nuovo.

Il pericolo nasce da un equilibrio che si costruisce ogni volta da capo. La macchina resta stabile finché il momento generato da carico e sbraccio resta dentro il limite ammesso dal costruttore per quella configurazione di stabilizzatori e contrappesi. Basta allungare il braccio oltre il previsto, appoggiare una piastra sopra uno scavo appena richiuso o accettare “a occhio” un carico ignoto perché quel margine sparisca. Le altre macchine di sollevamento sono raccolte nell’area attrezzature di lavoro.

I rischi specifici di questa attrezzatura

Ribaltamento. Si innesca per sbraccio eccessivo rispetto alla portata, stabilizzatori non completamente estesi, manovre brusche che fanno oscillare il carico o cedimento di uno degli appoggi.

Cedimento del piano di posa. Il peso si concentra su quattro punti: tombini, cunicoli interrati, banchine di scavo e riporti non costipati collassano senza preavviso.

Caduta del carico. Imbracature non idonee, angoli di tiro troppo aperti, ganci senza dispositivo di chiusura, spigoli vivi che tagliano le brache tessili.

Schiacciamento nell’area di rotazione. Torretta e contrappeso descrivono una zona di pericolo che chi sta a terra sottovaluta, soprattutto contro muri e mezzi parcheggiati.

Contatto con linee elettriche aeree. Braccio, fune e carico possono avvicinarsi a conduttori nudi, e l’arco non richiede il contatto diretto: la norma impone la distanza di sicurezza dalle linee o la loro messa fuori servizio.

Fasi accessorie. Montaggio del falcone, sfilo del braccio e trasferimento su strada concentrano infortuni attribuiti al “momento in cui non si stava lavorando”.

Conformità e documentazione

Una macchina di produzione recente porta la marcatura prevista dalla Direttiva Macchine e la relativa attestazione del fabbricante, e tiene a bordo il libretto d’uso nella nostra lingua insieme alle tabelle di portata di ogni configurazione. Le tabelle non sono un allegato da archiviare: sono lo strumento con cui l’operatore decide se una manovra è ammessa, e vanno tenute leggibili in cabina.

Le macchine antecedenti alla marcatura non sono fuorilegge, ma devono essere state adeguate ai requisiti di sicurezza previsti dal D.Lgs 81/2008 per le attrezzature preesistenti, con documentazione degli interventi. Gli apparecchi di sollevamento di portata superiore alla soglia indicata dalla norma sono inoltre soggetti a denuncia di messa in servizio, che apre il fascicolo delle verifiche. Vanno raccolti anche i documenti degli accessori — brache, catene, bilancini, ganci — ciascuno con la propria marcatura.

Verifiche e manutenzione

Prima di ogni turno l’operatore controlla perdite oleodinamiche, integrità di funi e gancio, limitatori e dispositivi di sicurezza, segnalatori, stato di piastre e martinetti. La manutenzione programmata segue il manuale: molti interventi sono guidati dalle ore di funzionamento, non dal calendario.

Su questa macchina grava poi l’obbligo delle verifiche di legge: la prima spetta all’INAIL, quelle che seguono all’ente sanitario territoriale o a un organismo abilitato, ogni dodici mesi come stabilito per gli apparecchi mobili di sollevamento materiali. La richiesta va inoltrata per tempo, perché la macchina non può essere impiegata con verifica scaduta. Si aggiunge il controllo trimestrale di funi e catene previsto dalla normativa: un registro delle verifiche ordinato evita di ricostruire tutto a posteriori, ed è quello che presidiamo con il servizio di verifiche periodiche.

Chi può usarla

L’impiego richiede l’abilitazione per gru mobili prevista dall’Accordo Stato-Regioni, con il modulo aggiuntivo quando la macchina monta falcone telescopico o brandeggiabile. Vi si affianca l’addestramento sul modello specifico: due autogru di portata simile hanno spesso logiche di comando e sequenze di stabilizzazione diverse. I corsi per attrezzature coprono anche l’aggiornamento che mantiene valida l’abilitazione.

Non basta però l’operatore: chi imbraca e chi guida con i segnali convenzionali vanno formati e individuati per nome, perché quando il gruista non vede il punto di posa la manovra la governa chi sta a terra. Sul preposto ricade l’interdizione dell’area sottostante, tema della formazione dei lavoratori.

Fase della manovraErrore che compare più spessoChi lo deve intercettare
Scelta della piazzolaAppoggio su terreno di riporto o su manufatti interratiPreposto, prima dell’arrivo della macchina
StabilizzazioneBracci non estesi al massimo per mancanza di spazioOperatore, che rifiuta la configurazione non prevista
Calcolo del tiroPeso del carico stimato e non conosciutoChi commissiona il sollevamento
ImbracaturaAccessori danneggiati, tiri obliquiImbracatore formato
Rotazione del caricoPersone sotto il carico o nel raggio del contrappesoSegnalatore incaricato
Chiusura del cantiereBraccio non riportato in configurazione di trasportoOperatore e preposto

Domande frequenti

Quando serve un piano di sollevamento scritto?

Non esiste un elenco chiuso, ma quando il tiro è vicino ai limiti della tabella, avviene sopra aree occupate, richiede due macchine in tandem o riguarda pezzi di forma irregolare, mettere per iscritto sequenza, pesi, sbracci, posizioni e ruoli è l’unico modo per far coincidere quello che pensa il gruista con quello che pensa chi sta a terra.

Le tabelle di portata bastano per decidere se un carico si può sollevare?

Sono il punto di partenza, non l’intero ragionamento. Al peso del pezzo vanno sommati gancio, bilancino, brache e ogni attrezzatura appesa, nella configurazione reale della macchina. Se lo sbraccio necessario non è noto prima di arrivare, si scopre in cantiere che l’autogru scelta non è quella giusta.

Serve valutare il piano di appoggio degli stabilizzatori?

Sì, ed è tra le verifiche più trascurate. Occorre conoscere la pressione trasmessa dalle piastre e la portanza del terreno, prevedendo ripartitori adeguati. Con scavi recenti, solai o autorimesse interrate la valutazione va messa per iscritto.

L’abilitazione per gru mobili consente anche di montare il falcone?

Montaggio e smontaggio del falcone sono disciplinati dal manuale e coperti dal modulo aggiuntivo. Chi ha solo il modulo base non è titolato a operare su macchine con falcone montato: l’attestato va letto per quello che riporta.

Ci si può affidare al limitatore di momento per capire fin dove spingersi?

Il limitatore è un dispositivo di protezione, non uno strumento di pianificazione: interviene quando il margine è già consumato e presuppone di essere tarato e non manomesso. Programmare le manovre “fino a quando suona” significa lavorare stabilmente al confine dell’ammissibile, con qualsiasi imprevisto che diventa decisivo.

Prima del prossimo sollevamento impegnativo incrocia scadenza della verifica, attestati degli operatori e documentazione degli accessori: se manca anche un solo tassello, il fascicolo della macchina va rimesso in ordine. Scrivici e ne parliamo, partendo da un preventivo gratuito.

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