La designazione degli addetti alle emergenze è l’atto con cui il datore di lavoro individua per nome chi, in caso di incendio o malore, lascia il lavoro ordinario per un compito preciso: dare l’allarme, usare gli estintori, condurre le persone alle uscite, chiamare i soccorsi, assistere l’infortunato fino all’ambulanza. Senza quell’atto, in emergenza nessuno sa chi fa cosa.
Un testo copiato da internet fallisce sul punto che conta. La lettera vale quando descrive la tua organizzazione: quali compiti spettano a quella persona, in quale sede e turno, con quali attrezzature e quale formazione già completata. Una nomina che dice solo “è designato addetto antincendio”, senza collegarsi al piano di emergenza, ai presidi e agli attestati, non dimostra nulla e non serve al lavoratore quando suona l’allarme. Per questo non distribuiamo moduli in bianco: costruiamo l’atto insieme al piano che gli dà senso.
Cosa deve contenere
- Intestazione dell’azienda e unità produttiva interessata, se l’impresa ha più sedi.
- Dati del lavoratore designato e ruolo ordinario, per capire dove si trova abitualmente durante l’orario.
- Tipo di incarico: prevenzione incendi ed evacuazione, primo soccorso, o entrambi se la persona cumula le funzioni.
- Base normativa: obblighi del D.Lgs 81/2008 sulle emergenze e decreti tecnici della formazione, D.M. 02/09/2021 per l’antincendio e D.M. 388/2003 per il primo soccorso.
- Compiti concreti: chi dà l’allarme, chi chiama i soccorsi, chi verifica che i locali siano sgomberati, chi accoglie l’ambulanza, chi ferma le lavorazioni prima di uscire.
- Presidi affidati: estintori, idranti, quadro di sgancio, cassetta di medicazione, eventuale defibrillatore.
- Formazione svolta e da svolgere, con il corso frequentato e l’impegno all’aggiornamento periodico.
- Riferimento al piano di emergenza e alle planimetrie consegnate.
- Data e firme del datore e del lavoratore per accettazione, con la dichiarazione di aver ricevuto le informazioni sui compiti.
Chi lo redige e chi lo firma
La designazione è un obbligo personale e non delegabile del datore di lavoro: la firma è la sua, o del dirigente munito di poteri con una delega di funzioni valida per gli aspetti attuativi. L’RSPP collabora alla scelta di nominativi e compiti; il medico competente indica come organizzare il primo soccorso rispetto ai rischi rilevati.
Il lavoratore firma per accettazione e riceve copia dell’atto. Prima della designazione il datore di lavoro consulta l’RLS e documenta la consultazione, come nel modello di consultazione RLS. La coerenza tra nominati e struttura aziendale si legge poi nell’organigramma della sicurezza.
Quanto si conserva e dove
L’atto resta valido finché l’incarico è in essere e si conserva per tutta la durata del rapporto, con gli attestati dei corsi e i verbali di aggiornamento. Non va inviato a nessun ente: si tiene in azienda e si esibisce in ispezione con il piano di emergenza e il registro dei controlli sui presidi antincendio. Con più sedi conviene una copia in ciascuna unità produttiva, perché è lì che viene chiesto chi è l’addetto presente. Revoche e sostituzioni si formalizzano con lo stesso rigore.
| Sezione dell’atto | Contenuto | Chi la compila |
|---|---|---|
| Azienda e sede | Ragione sociale, unità produttiva, reparto | Datore di lavoro e servizio di prevenzione |
| Dati del designato | Nominativo, mansione, turno di presenza | Ufficio del personale |
| Compiti assegnati | Azioni in emergenza, sequenza di intervento, presidi affidati | RSPP e datore di lavoro |
| Riferimenti formativi | Corso frequentato, data, aggiornamento | Responsabile della formazione |
| Piano di emergenza | Planimetrie, punto di raccolta, numeri utili | RSPP |
| Firme | Sottoscrizione del datore e accettazione del lavoratore | Entrambe le parti, con data |
Errori che lo rendono contestabile
- Nomina senza formazione alle spalle: designare qualcuno e mandarlo al corso “appena possibile” lascia scoperta l’azienda nel periodo in cui l’atto risulta già firmato.
- Addetti solo nel turno diurno: se l’attività prosegue di sera, nel weekend o su più turni, la copertura serve in ogni fascia oraria, ferie comprese.
- Compiti generici: “provvede a quanto necessario” non è un compito; servono azioni assegnate a persone identificate.
- Nomine mai riviste dopo dimissioni e trasferimenti: un elenco che contiene persone uscite dall’azienda segnala un sistema non gestito.
- Nessuna esercitazione collegata: la designazione va messa alla prova periodicamente, documentandola con un verbale di prova di evacuazione.
- Documento scollegato dal resto: se il piano di emergenza riporta nomi diversi dai designati, entrambi perdono credibilità.
Domande frequenti
Un lavoratore può rifiutare la designazione di addetto all’emergenza?
La norma stabilisce che i designati non possono rifiutare l’incarico se non per giustificato motivo. Il rifiuto va quindi motivato e valutato caso per caso: una condizione di salute documentata è cosa diversa dalla semplice indisponibilità. In ogni caso la copertura va garantita designando un’altra persona.
Quanti addetti alle emergenze devo nominare?
La legge parla di numero adeguato, e l’adeguatezza si misura sul rischio dell’attività, sull’articolazione dei locali, sulle persone presenti — lavoratori e pubblico — e sui turni. Il criterio pratico: in ogni momento di apertura almeno un addetto formato e realmente disponibile per ciascuna funzione.
Il datore di lavoro può svolgere lui stesso i compiti di emergenza?
Nei casi ammessi dalla norma può assumere direttamente i compiti di prevenzione incendi, evacuazione e primo soccorso, restando però soggetto agli obblighi di formazione e dovendo garantire la propria presenza. Se è spesso fuori sede, la scelta è formalmente possibile ma inefficace.
La nomina ha una scadenza?
L’atto non scade: a scadere è la formazione che lo sostiene. L’aggiornamento va programmato secondo le periodicità previste per antincendio e primo soccorso, con attenzione alla parte pratica: è la sua mancanza a svuotare la designazione.
Devo nominare gli addetti anche se ho un solo dipendente?
L’obbligo di organizzare la gestione delle emergenze non dipende da soglie dimensionali. Cambiano complessità del piano e numero degli addetti: anche una micro impresa deve avere chi sa cosa fare in caso di incendio e chi può prestare il primo soccorso, formato di conseguenza.
Prepariamo le designazioni insieme al piano di emergenza e allo scadenzario dei corsi, così che nomi, attestati e turni raccontino la stessa storia. Sfoglia gli altri modelli e documenti oppure descrivici la tua organizzazione dal preventivo gratuito: ti diciamo quante persone formare e in che ordine.