La sicurezza sul lavoro nelle cantine ha una caratteristica che pochi altri comparti condividono: concentra in poche settimane di vendemmia il grosso del rischio, con personale stagionale, turni lunghi e macchinari che girano a pieno regime. Il resto dell’anno il ritmo cambia, ma i pericoli non spariscono: i vasi vinari e le vasche di fermentazione restano ambienti sospetti di inquinamento, l’anidride carbonica prodotta dalla fermentazione può saturare locali interrati, l’anidride solforosa si maneggia in cantina come in laboratorio, e in imbottigliamento si lavora tra nastri, macchine e movimentazione manuale.
Seguiamo cantine sociali, aziende agricole vitivinicole e imbottigliatori con una consulenza unica per sicurezza, medicina del lavoro e formazione, organizzata sul calendario reale della cantina: sopralluoghi e visite fuori dai giorni di conferimento uve.
I nostri servizi per le cantine
- Sicurezza sul lavoro per cantine e aziende vitivinicole: DVR con valutazione degli ambienti confinati, del rischio da atmosfere carenti di ossigeno, del rischio chimico e del rumore in imbottigliamento, incarico di RSPP esterno e gestione delle scadenze.
- Medicina del lavoro per cantine e aziende vitivinicole: medico competente e protocolli per cantinieri, addetti all’imbottigliamento, trattoristi e stagionali, con visite mediche in azienda.
Completano il quadro i corsi obbligatori — formazione lavoratori, antincendio, primo soccorso, attrezzature per carrelli elevatori e trattori — la formazione per spazi confinati prevista dal DPR 177/2011 e, sul fronte alimentare, il manuale HACCP con la formazione degli addetti.
Chi è obbligato
Ogni cantina con almeno un lavoratore ricade nel perimetro del D.Lgs 81/2008: valutazione dei rischi con il DVR, RSPP nominato, formazione erogata e sorveglianza sanitaria dove serve. Vale per la cantina sociale con decine di addetti come per l’azienda agricola familiare che assume anche solo per la vendemmia: il lavoratore stagionale conta esattamente come il dipendente a tempo indeterminato. Chi imbottiglia e commercializza è inoltre operatore del settore alimentare ai sensi del Reg. CE 852/2004, con obblighi di autocontrollo.
Come lavoriamo
- Sopralluogo in cantina: zona di conferimento e pigiatura, sala vasche, locali interrati e barricaia, imbottigliamento, magazzino, officina.
- Check documentale: DVR, valutazioni specifiche, nomine, attestati, verifiche di impianti e attrezzature, procedure per gli spazi confinati.
- Piano di adeguamento con priorità e un calendario che teniamo aggiornato noi, tarato per arrivare pronti alla vendemmia successiva.
Ritrovi lo stesso approccio negli altri settori che seguiamo, dall’agricoltura all’industria alimentare: puoi approfondirlo nella pagina come lavoriamo.
Domande frequenti
Gli stagionali della vendemmia vanno formati?
Sì. La formazione generale e specifica va garantita prima di adibire il lavoratore alla mansione, anche per contratti di poche settimane. Programmarla a ridosso delle assunzioni è l’unico modo per non trovarsi scoperti nel momento di massimo carico.
Entrare in una vasca per la pulizia è lavoro in spazio confinato?
Sì: vasche, tini, autoclavi e serbatoi rientrano tra gli ambienti sospetti di inquinamento o confinati, con le procedure e i requisiti previsti dal DPR 177/2011. È una delle voci che verifichiamo per prime.
La cantina agricola deve fare anche l’HACCP?
Se produce, imbottiglia o vende vino è operatore alimentare e deve avere un sistema di autocontrollo proporzionato all’attività. Lo integriamo con gli adempimenti di sicurezza, evitando doppioni.
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