Glossario

TMC e data di scadenza: significato e obblighi

TMC e data di scadenza è differenza tra termine minimo di conservazione e data di scadenza. Scopri a chi si applica e quali obblighi comporta per l'azienda.

La differenza tra TMC e data di scadenza è netta: il termine minimo di conservazione (TMC) indica fino a quando un alimento mantiene le sue caratteristiche di qualità e si scrive “da consumarsi preferibilmente entro”; la data di scadenza indica il limite oltre il quale il prodotto non è più sicuro e si scrive “da consumarsi entro”. Il primo riguarda la qualità, la seconda la sicurezza.

La conseguenza pratica è immediata. Un prodotto oltre il TMC può ancora essere commercializzato, a determinate condizioni e sotto la responsabilità dell’operatore, purché sia integro e correttamente informato l’acquirente. Un prodotto oltre la data di scadenza è considerato non sicuro: non si vende, non si somministra e non si usa come ingrediente, punto.

Cosa dice la normativa

Il Regolamento UE 1169/2011 disciplina le informazioni obbligatorie in etichetta e distingue le due diciture. Il TMC si applica alla generalità dei prodotti confezionati; la data di scadenza è riservata agli alimenti molto deperibili dal punto di vista microbiologico, tipicamente i freschi refrigerati. Entrambe devono essere accompagnate dalle condizioni di conservazione, senza le quali il termine perde significato.

Il Regolamento CE 852/2004 e il Regolamento CE 178/2002 completano il quadro: l’operatore deve garantire che ciò che vende sia sicuro e deve poter dimostrare come ha determinato la durata, sulla base di studi di shelf life. Detenere per la vendita o somministrare alimenti scaduti espone a sanzioni amministrative previste dal D.Lgs 193/2007, al sequestro della merce e, nei casi più gravi, a conseguenze penali quando ne derivi un pericolo per la salute.

AspettoTMCData di scadenza
DicituraDa consumarsi preferibilmente entroDa consumarsi entro
Cosa tutelaLa qualità del prodottoLa sicurezza del consumatore
Prodotti tipiciPasta, conserve, biscotti, olio, surgelatiLatte fresco, carne e pesce freschi, paste fresche
Vendita dopo il terminePossibile a condizioni definiteVietata
Uso in cucina dopo il termineDa valutare e documentareEscluso

Chi riguarda in azienda

Riguarda chi produce ed etichetta, ma soprattutto chi gestisce il magazzino e la vendita. Nei bar, nei ristoranti, nelle mense e nei negozi il tema si gioca ogni giorno sulla rotazione delle scorte e sul controllo degli scaffali e delle celle. È uno dei primi punti verificati durante un’ispezione, insieme alle temperature e alle registrazioni dell’autocontrollo.

La responsabilità formale è dell’operatore del settore alimentare, ma il controllo quotidiano ricade su addetti al ricevimento merci, banconisti e cuochi. Il manuale HACCP deve prevedere una procedura di verifica delle date e la gestione dei prodotti prossimi al termine, mentre la formazione degli addetti si assicura con i corsi HACCP.

Errori frequenti

  • Trattare TMC e scadenza come sinonimi e buttare merce ancora vendibile, o peggio vendere prodotti scaduti.
  • Non applicare la rotazione: la merce nuova finisce davanti e quella vecchia resta in fondo alla cella.
  • Aprire una confezione e non annotare la data di apertura: da quel momento il termine in etichetta non vale più.
  • Tenere prodotti scaduti “per uso interno” nello stesso magazzino della merce in vendita.
  • Riportare il termine senza indicare le condizioni di conservazione, o cancellare e riscrivere la data.
  • Non collegare la data al lotto, perdendo la tracciabilità in caso di ritiro.

Domande frequenti

Un prodotto oltre il TMC è pericoloso?

Non automaticamente: può aver perso croccantezza, colore o aroma. Resta però una scelta che l’operatore deve valutare e documentare, verificando l’integrità della confezione e informando correttamente chi acquista.

Posso usare in cucina un alimento scaduto ma apparentemente integro?

No. Superata la data di scadenza il prodotto è considerato non sicuro a prescindere dall’aspetto. Cottura e trasformazione non annullano il problema.

Chi decide quale delle due diciture usare?

Il produttore, sulla base della natura dell’alimento e degli studi di conservabilità. Per gli alimenti molto deperibili la data di scadenza è obbligatoria e non può essere sostituita dal TMC.

Cosa succede dopo l’apertura della confezione?

Il termine stampato decade e vale l’indicazione di consumo dopo l’apertura. In azienda si gestisce con etichette interne che riportano data di apertura o di preparazione e il tempo massimo di utilizzo previsto dalle procedure.

Serve mettere ordine nella gestione delle scadenze?

Scriviamo procedure semplici, forniamo le schede di registrazione e formiamo il personale che deve applicarle ogni giorno. Richiedi un preventivo gratuito oppure consulta le nostre guide e il glossario per approfondire.

Servizi correlati

Vuoi mettere in regola la tua azienda? Richiedi un preventivo gratuito
Richiedi preventivo