Medicina del lavoro

Esame audiometrico per lavoratori esposti a rumore

Esami audiometrici in cabina silente per lavoratori esposti a rumore: screening dell'udito, classificazione Merluzzi e referto del medico competente.

L’audiometria in medicina del lavoro è l’esame di riferimento per controllare l’udito dei lavoratori esposti a rumore. Se nella tua azienda i livelli di esposizione superano i valori di azione previsti dal Titolo VIII del D.Lgs 81/2008, il medico competente deve inserire l’esame audiometrico nel protocollo sanitario: rimandarlo significa esporre i lavoratori a un danno spesso irreversibile e l’azienda a contestazioni pesanti in caso di denuncia di malattia professionale.

L’ipoacusia da rumore è infatti una delle malattie professionali più denunciate in Italia. Si sviluppa in modo lento e silenzioso: il lavoratore perde prima le frequenze acute, quelle che non usa nella conversazione, e quando se ne accorge il danno è già consolidato. Un esame audiometrico periodico, eseguito correttamente e refertato dal medico competente, permette di intercettare i primi segnali di calo uditivo e di intervenire su DPI, turnazioni e misure tecniche prima che la situazione peggiori.

Cosa comprende il servizio

Il nostro team organizza l’esame audiometrico dei lavoratori all’interno del percorso di sorveglianza sanitaria aziendale. Il servizio include:

  • controllo otoscopico preliminare del condotto uditivo, per escludere tappi di cerume o condizioni che falserebbero il tracciato;
  • screening audiometrico in cabina silente o con cuffie ad alto isolamento acustico, per garantire l’attendibilità dell’esame anche in ambienti aziendali;
  • esecuzione dopo un adeguato periodo di riposo acustico, come richiesto dalla buona pratica, per non misurare il semplice affaticamento uditivo del turno;
  • classificazione dei tracciati secondo la scala Merluzzi, lo standard utilizzato in medicina del lavoro per graduare il deficit uditivo e seguirne l’evoluzione negli anni;
  • referto firmato e valutazione del medico competente, con eventuale richiesta di approfondimento specialistico otorinolaringoiatrico;
  • archiviazione dell’esito nella cartella sanitaria e di rischio del lavoratore.

Chi è obbligato all’esame audiometrico

L’obbligo nasce dalla valutazione del rischio rumore: è il livello di esposizione giornaliera o settimanale a stabilire se e come il lavoratore va controllato.

Esposizione giornaliera al rumoreSorveglianza sanitaria con audiometria
Sotto gli 80 dB(A)Non prevista di norma
Tra 80 e 85 dB(A) (valori inferiori di azione)Su richiesta del lavoratore o se il medico competente la ritiene opportuna
Oltre gli 85 dB(A) (valori superiori di azione)Obbligatoria, con periodicità definita dal medico competente

In pratica l’esame riguarda tipicamente carpenterie, officine metalmeccaniche, falegnamerie e aziende del legno-arredamento, cantieri edili, stamperie, industrie manifatturiere e in generale chi lavora vicino a macchine e impianti rumorosi. La periodicità la definisce il medico competente nel protocollo sanitario in funzione dei livelli di esposizione e degli esiti precedenti.

Come si svolge l’esame

  1. Analizziamo la valutazione del rischio rumore e l’elenco delle mansioni esposte, verificando che protocollo e fonometrie siano coerenti.
  2. Pianifichiamo le sedute, anche direttamente in azienda con strumentazione portatile e cabina silente, preferibilmente a inizio turno.
  3. Eseguiamo otoscopia e audiometria tonale per via aerea, con ricerca della soglia uditiva sulle frequenze da 500 a 8000 Hz per ciascun orecchio.
  4. Classifichiamo il tracciato secondo Merluzzi e lo confrontiamo con gli esami degli anni precedenti.
  5. Il medico competente integra l’esito nella visita medica ed esprime il giudizio di idoneità.

L’audiometria viene spesso abbinata nella stessa seduta ad altri accertamenti del protocollo, come la spirometria per gli esposti a polveri, il visiotest per i videoterminalisti o l’elettrocardiogramma per le mansioni a impegno cardiovascolare: così riduci i tempi di fermo del personale.

Errori comuni da evitare

  • Eseguire l’esame a fine turno: senza riposo acustico il tracciato registra l’affaticamento temporaneo e sovrastima il danno, generando falsi allarmi e ripetizioni inutili.
  • Ignorare i peggioramenti lievi: uno scivolamento di classe Merluzzi è il momento giusto per verificare otoprotettori e misure tecniche, non un dato da archiviare.
  • DPI consegnati ma non verificati: se l’audiometria peggiora, la prima domanda dell’organo di vigilanza riguarda l’effettivo uso dei dispositivi di protezione individuale e la loro idoneità rispetto ai livelli misurati.
  • Protocollo fermo mentre il layout cambia: nuove macchine o nuovi reparti modificano l’esposizione; protocollo e periodicità vanno aggiornati di conseguenza.

Cosa rischia l’azienda in caso di inadempienza

Omettere la sorveglianza sanitaria per gli esposti a rumore costituisce violazione del D.Lgs 81/2008, punita con sanzioni a carico del datore di lavoro. Il rischio più serio è però un altro: in caso di denuncia di ipoacusia professionale, l’assenza di audiometrie periodiche rende quasi impossibile dimostrare che l’azienda ha vigilato, con conseguenze su responsabilità civile, azione di regresso INAIL e possibili profili penali per lesioni colpose.

Domande frequenti

Ogni quanto va ripetuto l’esame audiometrico?

La periodicità è stabilita dal medico competente in base ai livelli di esposizione: per le esposizioni più elevate il controllo è in genere annuale, per quelle intermedie può essere biennale o secondo quanto definito nel protocollo sanitario.

Cosa succede se dall’audiometria emerge un calo dell’udito?

Il medico competente valuta il tracciato, può richiedere approfondimenti specialistici e, se necessario, adegua il giudizio di idoneità. L’esito è anche un campanello d’allarme per il datore di lavoro: va verificata l’efficacia di DPI e misure di riduzione del rumore.

L’esame si può fare in azienda?

Sì. Con cabina silente portatile o cuffie audiometriche ad alto isolamento eseguiamo gli accertamenti sanitari direttamente presso la tua sede, riducendo al minimo l’interruzione dell’attività.

L’ipoacusia rilevata è sempre di origine professionale?

No: età, patologie pregresse e abitudini extralavorative incidono sull’udito. È proprio il confronto tra tracciati successivi, letti dal medico competente insieme ai dati di esposizione, a distinguere un’evoluzione compatibile con il rumore lavorativo da altre cause.

Quanto dura l’esame per ogni lavoratore?

Pochi minuti tra otoscopia e audiometria: organizzando la seduta in azienda si controlla un intero reparto in una mattinata, senza fermare la produzione.

Vuoi organizzare gli esami audiometrici per i tuoi lavoratori esposti a rumore? Contattaci e richiedi subito un preventivo gratuito: ti proporremo un piano di accertamenti su misura per la tua azienda.

Servizi correlati

Vuoi mettere in regola la tua azienda? Richiedi un preventivo gratuito
Richiedi preventivo