Modelli e documenti

Nomina del medico competente: come si formalizza

Come si redige la nomina del medico competente: dati dell'incarico, titoli da verificare, accettazione, decorrenza e documenti da conservare in azienda.

La nomina del medico competente è l’atto con cui il datore di lavoro affida a un professionista in possesso di titoli specifici la sorveglianza sanitaria dei propri lavoratori. Non è una formalità da archiviare: fissa l’inizio dell’incarico, delimita le unità produttive coperte e prova che l’azienda ha adempiuto prima di esporre qualcuno al rischio. In verifica è tra le prime carte richieste, perché permette di confrontare la decorrenza con le date di assunzione e con quelle dei giudizi di idoneità.

Il testo scaricato da internet mostra qui il suo limite: si apre con una formula di conferimento e si chiude con un rinvio al D.Lgs 81/2008, senza indicare le sedi interessate, senza dichiarazione di accettazione e senza definire come avvenga la consegna delle cartelle alla cessazione. Sono i punti che indeboliscono la posizione dell’azienda quando qualcosa va storto. Redigiamo la nomina insieme all’organigramma della sicurezza, così che ruoli e date restino coerenti.

Cosa deve contenere

  • Identificazione del datore di lavoro e dell’azienda: ragione sociale, sede legale, unità produttive coperte, attività e numero indicativo di lavoratori per sede. Vanno elencate tutte, perché l’obbligo di sopralluogo riguarda ciascuna.
  • Dati del professionista: nome, dati fiscali, ordine di appartenenza e titolo che legittima l’esercizio della funzione.
  • Riferimento ai requisiti verificati prima del conferimento, inclusa l’iscrizione all’elenco nazionale dei medici competenti previsto dalla norma.
  • Oggetto dell’incarico per compiti: collaborazione alla valutazione dei rischi, protocollo sanitario e aggiornamento, visite nei casi previsti, giudizi di idoneità, custodia delle cartelle, sopralluogo negli ambienti, riunione periodica, informazione ai lavoratori, dati aggregati.
  • Decorrenza e durata: data di inizio, eventuale termine, rinnovo e recesso.
  • Impegni del datore verso il medico: consegna del DVR e delle revisioni, elenco aggiornato dei lavoratori con mansione, accesso agli ambienti, informazione su lavorazioni e sostanze, comunicazione di assunzioni e cambi.
  • Sede di conservazione delle cartelle e regole di gestione nel rispetto della riservatezza.
  • Modalità operative: dove si svolgono le visite, chi è il referente aziendale, in quali tempi arrivano i giudizi.
  • Accettazione firmata dal medico, con attestazione dei requisiti e assenza di incompatibilità.

Chi lo redige e chi lo firma

L’atto è del datore di lavoro e la funzione non è delegabile a un consulente che agisca in proprio nome. Il testo lo predispone di norma il servizio di prevenzione, ma la firma che conta è di chi ha poteri di spesa e di organizzazione. Nelle realtà articolate può sottoscrivere il titolare di una delega di funzioni valida, purché comprenda espressamente la materia.

La seconda firma è del medico, che accetta l’incarico e ne assume i doveri: senza accettazione l’atto resta unilaterale. Copia va messa a disposizione del rappresentante dei lavoratori per la sicurezza, e il nominativo deve comparire nell’organigramma consegnato ai dipendenti accanto a quello dell’RSPP e degli addetti alle emergenze.

Quanto si conserva e dove

L’originale sottoscritto sta tra i documenti aziendali della sicurezza, a disposizione degli organi di vigilanza, per tutta la durata dell’incarico e anche dopo: dimostra la copertura dei periodi passati se emergono contestazioni a distanza di anni. Le cartelle sanitarie e di rischio hanno regime diverso: custodite sotto la responsabilità del medico con salvaguardia del segreto professionale, alla cessazione vanno consegnate secondo le modalità previste. Anticipare come avverrà il passaggio evita l’inconveniente peggiore del cambio di professionista, cioè l’azienda che resta senza storia sanitaria dei propri lavoratori.

Sezione dell’attoContenuto essenzialeChi la predispone
IntestazioneDati azienda, unità produttive, attivitàDatore di lavoro
RequisitiTitoli, iscrizione all’elencoMedico, verificati dal datore
Compiti affidatiElenco puntuale delle funzioni di leggeServizio di prevenzione
DecorrenzaData di inizio, rinnovo, recessoDatore di lavoro
Obblighi reciprociDocumenti, accessi, comunicazioniLe due parti
AccettazioneSottoscrizione e dichiarazione sui requisitiMedico competente

Errori che lo rendono contestabile

  • Data posteriore all’inizio dell’esposizione: se i lavoratori erano già operativi, l’atto certifica un ritardo invece di sanarlo.
  • Nomina limitata alla sede principale mentre esistono filiali, cantieri stabili o punti vendita con personale: le unità non citate restano scoperte.
  • Assenza della firma di accettazione: resta una comunicazione interna priva di controparte.
  • Compiti indicati per rinvio generico alla legge, senza chiarire chi consegna il DVR aggiornato e chi comunica le assunzioni: è la premessa dei protocolli che invecchiano.
  • Nomina mai revocata dopo l’interruzione di fatto del rapporto, con due professionisti incaricati e nessuno che abbia le cartelle complete.
  • Mancato allineamento con il DVR, che continua a riportare un medico sostituito da tempo.

Domande frequenti

La nomina può avere decorrenza retroattiva per coprire i mesi già trascorsi?

Retrodatare non ricostruisce la sorveglianza sanitaria mancata e aggiunge un problema di veridicità. La strada corretta è nominare con decorrenza reale e programmare subito le visite arretrate, dando priorità ai più esposti: il ritardo resta, ma l’azienda dimostra di aver reagito.

Quali requisiti devo controllare prima di firmare?

Il datore deve accertarsi che il professionista possieda uno dei titoli previsti dalla norma e risulti iscritto all’elenco nazionale tenuto dal Ministero della salute. È un controllo da fare una volta e da documentare: allegare la dichiarazione del medico sui propri requisiti ne conserva prova.

Se cambio medico competente, le cartelle sanitarie restano in azienda?

Seguono un percorso regolato, con consegna al datore nel rispetto del segreto professionale e la garanzia che i dati non siano accessibili a chi non ne ha titolo. Per questo conviene disciplinare la restituzione già nell’atto, indicando tempi e formato.

Serve una nomina anche quando il medico opera tramite una società di servizi?

Sì. Il contratto con la società regola gli aspetti economici, ma l’incarico è personale e va conferito alla persona fisica che lo esercita, con indicazione nominativa nell’organigramma. Se il professionista cambia, occorre un nuovo atto.

Che differenza c’è rispetto alla nomina dell’RSPP?

Sono incarichi distinti, da formalizzare con atti separati: il medico presidia la tutela sanitaria individuale, l’RSPP l’organizzazione della prevenzione. Il modello corrispondente è in nomina RSPP.

Preferisci non partire da un foglio bianco? Prepariamo la nomina sulle tue sedi e sulle mansioni presenti, con il medico già individuato: scrivici per un preventivo gratuito. Gli altri atti sono nell’indice modelli, i compiti della figura in medico competente.

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