Il D.Lgs 101/2020 è la norma italiana di riferimento sulla protezione dalle radiazioni ionizzanti, adottata in attuazione della direttiva europea sulla radioprotezione. Ha riscritto l’intera materia, sostituendo la disciplina precedente e riunendo in un unico testo la protezione dei lavoratori, della popolazione e dei pazienti. Per le imprese ha due facce: da un lato regola le attività che usano sorgenti di radiazioni (radiologia medica e veterinaria, controlli industriali, laboratori di ricerca), dall’altro ha introdotto un obbligo che riguarda migliaia di aziende “comuni” che con le radiazioni non pensavano di avere nulla a che fare: la misurazione del radon nei luoghi di lavoro.
Il radon è un gas radioattivo naturale, inodore e incolore, che risale dal sottosuolo e può accumularsi nei locali chiusi, soprattutto interrati e seminterrati. È classificato come cancerogeno ed è considerato la seconda causa di tumore polmonare dopo il fumo. Proprio perché invisibile, l’unico modo per sapere se un luogo di lavoro è a rischio è misurarlo: ed è esattamente ciò che il D.Lgs 101/2020 impone in determinati casi.
A chi si applica
Sul fronte radon, l’obbligo di misurazione riguarda i datori di lavoro con locali:
- sotterranei o seminterrati in cui si svolge attività lavorativa: magazzini, archivi, laboratori, depositi, locali tecnici, cantine di aziende vinicole, parcheggi presidiati;
- situati al piano terra nelle aree prioritarie individuate dalle Regioni, cioè le zone del territorio dove la probabilità di alte concentrazioni di radon è maggiore;
- specifiche tipologie di attività individuate dalla norma, come gli stabilimenti termali.
Sul fronte delle pratiche con radiazioni ionizzanti, la norma si applica a chi detiene o impiega sorgenti radioattive o apparecchiature radiogene: studi medici, dentistici e veterinari con apparecchi radiologici, industrie che eseguono controlli non distruttivi, laboratori di analisi e ricerca. Per queste attività sono previsti regimi di notifica o autorizzazione, la nomina dell’esperto di radioprotezione e la sorveglianza dei lavoratori esposti.
Cosa prevede
Per il radon nei luoghi di lavoro, la norma definisce un livello di riferimento di 300 Bq/m³ come media annua di concentrazione. Il percorso è a tappe:
| Fase | Cosa fare |
|---|---|
| 1. Misurazione | Misurare la concentrazione media annua di radon con dosimetri passivi, affidandosi a un servizio di dosimetria riconosciuto |
| 2. Esito sotto il livello di riferimento | Conservare la relazione; ripetere la misurazione nei casi previsti (es. modifiche strutturali o ogni volta che la norma lo richiede) |
| 3. Esito sopra il livello di riferimento | Adottare misure correttive avvalendosi di professionisti qualificati, poi ripetere la misurazione per verificarne l’efficacia |
| 4. Livello ancora superato | Effettuare le comunicazioni previste e valutare le esposizioni; se le dosi restano elevate scattano gli obblighi di radioprotezione veri e propri |
La misurazione deve coprire un anno intero (tipicamente due semestri consecutivi), perché la concentrazione di radon varia con le stagioni: le misure brevi non hanno valore ai fini dell’adempimento.
Per le attività con sorgenti di radiazioni, il decreto prevede la classificazione dei lavoratori esposti, la delimitazione delle aree, la sorveglianza dosimetrica, la formazione specifica e la sorveglianza sanitaria della radioprotezione affidata a un medico autorizzato o, nei casi previsti, al medico competente. Figura chiave è l’esperto di radioprotezione, che valuta le esposizioni e prescrive le misure di protezione.
Documenti e adempimenti richiesti
Per un’azienda con locali interrati o al piano terra in area prioritaria, il fascicolo radon si compone di:
- Relazione tecnica delle misurazioni rilasciata dal servizio di dosimetria riconosciuto, con l’indicazione della concentrazione media annua per ogni locale misurato;
- Integrazione della valutazione dei rischi: l’esito delle misure va riportato nel DVR;
- In caso di superamento: piano delle misure correttive redatto con il supporto di un esperto in interventi di risanamento radon, nuove misurazioni post-intervento e comunicazioni agli enti previsti;
- Conservazione della documentazione e ripetizione delle misure quando richiesto (ad esempio dopo interventi strutturali o di ventilazione che modificano i locali).
Per chi impiega sorgenti radiogene si aggiungono la notifica o l’autorizzazione della pratica, la relazione dell’esperto di radioprotezione, le schede dosimetriche individuali e i documenti della sorveglianza sanitaria.
Sanzioni
Il D.Lgs 101/2020 contiene un apparato sanzionatorio articolato, con sanzioni penali (arresto o ammenda) e amministrative pecuniarie a carico del datore di lavoro che omette le misurazioni del radon nei casi obbligatori, non adotta le misure correttive o non rispetta gli obblighi di radioprotezione per i lavoratori esposti. Trattandosi di obblighi in materia di salute e sicurezza, le carenze rilevano anche sul piano generale del D.Lgs 81/2008: un DVR privo della valutazione del rischio radon, quando dovuta, è un DVR incompleto. In caso di malattia professionale riconducibile all’esposizione, le conseguenze per l’azienda e per il datore di lavoro possono essere molto gravi.
Come adeguarsi
L’adempimento radon è tecnicamente semplice ma va fatto bene: strumenti riconosciuti, posizionamento corretto, durata annuale, interpretazione dei risultati. Come 123 Servizi gestiamo l’intero processo:
- Valutazione del rischio radon: individuazione dei locali da misurare, posa dei dosimetri passivi, misurazione su base annua tramite laboratori riconosciuti e relazione finale;
- Integrazione nel DVR e supporto nelle eventuali misure correttive, con ripetizione delle misure per verificarne l’efficacia, nell’ambito della valutazione dei rischi aziendale;
- Sorveglianza sanitaria per radiazioni ionizzanti per le attività con lavoratori esposti, in coordinamento con il medico competente;
- Gestione continuativa degli adempimenti tramite il servizio di RSPP esterno, con scadenzario dedicato.
Domande frequenti
Ho un magazzino seminterrato: devo misurare il radon anche se ci lavoriamo poco?
Sì, se nel locale si svolge attività lavorativa l’obbligo di misurazione sussiste. Il tempo di permanenza del personale inciderà semmai sulla valutazione delle esposizioni, ma la misurazione della concentrazione media annua va comunque eseguita.
Quanto dura una misurazione del radon valida ai fini di legge?
La misura deve rappresentare la concentrazione media su un anno intero: in pratica si posizionano dosimetri passivi che vengono sostituiti dopo il primo semestre e ritirati alla fine del secondo. Misure di pochi giorni o settimane possono servire come screening preliminare, ma non soddisfano l’obbligo normativo.
Cosa succede se supero i 300 Bq/m³?
Il superamento del livello di riferimento non ferma l’attività: impone di adottare misure correttive (ad esempio sigillature, ventilazione, depressurizzazione del suolo) con il supporto di professionisti qualificati, e di ripetere la misurazione per verificare che la concentrazione sia scesa. Solo se il livello resta superato scattano ulteriori obblighi di comunicazione e valutazione delle dosi.
Il piano terra è sempre soggetto all’obbligo?
No. Per i locali al piano terra l’obbligo di misurazione scatta nelle aree prioritarie individuate dalle Regioni sulla base delle indagini territoriali. Verificare se il proprio Comune ricade in area prioritaria è uno dei primi passi della valutazione: lo facciamo noi in fase di sopralluogo.
Il mio studio dentistico ha un apparecchio radiografico: cosa devo fare?
Le apparecchiature radiologiche rientrano nelle pratiche disciplinate dal decreto: servono gli adempimenti autorizzativi o di notifica previsti, la nomina dell’esperto di radioprotezione con le relative valutazioni, la formazione del personale e, per i lavoratori esposti, la sorveglianza sanitaria specifica. Possiamo coordinare tutte le figure necessarie.
Vuoi sapere se la tua azienda deve misurare il radon o gestire lavoratori esposti a radiazioni? Richiedi un preventivo gratuito: analizziamo i tuoi locali e le tue attività e ti proponiamo il piano di adeguamento.