Nel calzaturiero i pericoli non stanno tutti nella stessa stanza: il taglio ha lame e presse, l’orlatura ha aghi e posture fisse, il montaggio ha calore e mastici, il finissaggio ha polveri e spazzole in rotazione. Una valutazione dei rischi credibile segue questa geografia interna e attribuisce a ogni postazione le misure che le competono, invece di appiattire tutto su un generico “reparto produzione”.
Ci occupiamo della parte prevenzionistica per fabbriche di calzature, tomaifici e laboratori di pelletteria: documento di valutazione, misure tecniche e organizzative, scadenze e verifiche. Il fronte sanitario è trattato nella pagina dedicata alla medicina del lavoro per il settore, con cui il documento resta allineato.
Cosa comprende il servizio
- DVR costruito sul ciclo produttivo, con schede distinte per taglio, orlatura, montaggio, incollaggio, finissaggio, magazzino e spedizione.
- Rischio chimico di collanti, primer, attivatori, solventi e prodotti di finitura, a partire dalle schede dati di sicurezza e dalle quantità impiegate per turno.
- Rumore secondo la metodica della UNI EN ISO 9612, con rilievi alle postazioni più esposte.
- Sovraccarico biomeccanico degli arti superiori e movimentazione manuale per chi sposta pelli, forme e casse.
- Macchine di reparto: ripari, comandi a due mani sulle trance, conformità, pulizia in sicurezza.
- Incendio ed esplosione dove si usano adesivi infiammabili: stoccaggio, ventilazione, inneschi.
- Incarico di RSPP esterno e assistenza durante i controlli della vigilanza.
- Programma formativo, dalla formazione dei lavoratori all’abilitazione alle attrezzature.
Chi è obbligato
Il DVR è dovuto da ogni azienda calzaturiera che occupi almeno un lavoratore, apprendista incluso: il ciclo completo, il laboratorio che esegue una sola fase per un committente, il suolificio, il magazzino del prodotto finito. Quando un’impresa esterna entra in stabilimento — manutentori delle presse, tecnici delle aspirazioni, addetti alle pulizie — scattano gli obblighi di cooperazione con la valutazione dei rischi interferenziali.
Come si svolge
- Percorso lungo la linea con il responsabile di produzione, fermandoci dove si concentrano gesti ripetuti e polveri.
- Raccolta delle schede dati di sicurezza di tutti i prodotti, rimanenze e campioni saltuari compresi.
- Misure strumentali dove servono: rilievi fonometrici e verifica delle aspirazioni su cabine e cardatrici.
- Stesura del documento con misure, tempi e responsabili, privilegiando le soluzioni alla fonte rispetto ai soli DPI.
- Condivisione con RLS e preposti e revisione quando entrano nuove macchine, cambia un adesivo o si modifica il layout.
Errori comuni nei calzaturifici
- Schede dati di sicurezza superate: il fornitore cambia formulazione e resta in azienda la scheda di due anni prima.
- Aspirazioni inefficaci: cappe lontane dal punto di emissione o filtri mai sostituiti proteggono solo in apparenza.
- Trance private dei dispositivi originali: ponticelli sui bimanuali e ripari rimossi per guadagnare secondi sono tra le cause più frequenti di lesioni alle mani.
- Orlatura considerata “lavoro leggero”: la valutazione del sovraccarico degli arti superiori non viene mai fatta.
- Solventi travasati in contenitori anonimi: le bottiglie senza etichetta annullano ogni informazione sul pericolo.
- Fasi decentrate fuori dal documento: un locale attiguo o un secondo capannone vanno valutati come gli altri.
Rischi, misure e adempimenti collegati
| Rischio (dove nasce) | Misura di prevenzione | Adempimento collegato |
|---|---|---|
| Agenti chimici (mastici, primer, pulitori) | Prodotti a minore pericolosità, aspirazione localizzata | Valutazione del rischio chimico e informazione sui prodotti |
| Rumore (presse, martellatrici, sbavatrici) | Manutenzione, separazione delle sorgenti, otoprotettori | Rilievi fonometrici e sorveglianza sanitaria |
| Sovraccarico arti superiori (orlatura, rifinitura) | Rotazione dei compiti, pause, regolazione delle sedute | Valutazione specifica e protocollo mirato |
| Taglio meccanico (trance, fustelle, cesoie) | Ripari, comando a due mani, procedure di cambio fustella | Conformità delle macchine e addestramento documentato |
| Polveri (cardatura, spazzolatura) | Captazione all’origine, pulizia per aspirazione | Valutazione dell’esposizione e scelta dei DPI respiratori |
| Incendio (adesivi infiammabili in reparto) | Quantità limitate, armadi dedicati, controllo degli inneschi | Valutazione del rischio incendio e squadra formata |
L’omessa redazione del documento e la mancata formazione sono contestate con sanzioni penali al datore di lavoro; nei casi più gravi la vigilanza può disporre la sospensione dell’attività imprenditoriale.
Domande frequenti
Passare a collanti a base acqua elimina la valutazione del rischio chimico?
La riduce, non la cancella. Anche i prodotti in dispersione acquosa contengono coformulanti e conservanti classificati, e restano in uso primer e pulitori a solvente. Il cambio di formulazione va anzi tracciato: nuove schede, nuovo confronto tra esposizione stimata e misure in atto.
Un laboratorio di orlatura conto terzi con quattro addette che documenti deve avere?
Gli stessi obblighi di fondo di una fabbrica: valutazione dei rischi propria, servizio di prevenzione, formazione, emergenze e sorveglianza sanitaria. A cambiare è la complessità delle carte, non il fatto che debbano esserci. Se lavora dentro lo stabilimento del committente si aggiunge il coordinamento sulle interferenze.
Le trance a ponte vanno verificate periodicamente da un ente esterno?
Non rientrano tra le attrezzature soggette a verifica periodica degli organismi abilitati, ma vanno mantenute secondo il libretto con controlli interni documentati. Un bimanuale escluso rende la macchina non conforme a prescindere dalla sua età.
La cabina di incollaggio basta a risolvere il problema dei solventi?
Solo se è dimensionata sulla postazione e mantenuta: contano la captazione, la posizione dell’operatore rispetto al flusso d’aria e la sostituzione dei filtri. In caso di controllo la documentazione di manutenzione dell’impianto è tra le prime cose richieste.
Ogni quanto va rivisto il documento se cambiamo collezione due volte l’anno?
Il cambio di collezione in sé non impone una revisione, se restano invariate macchine, prodotti e organizzazione. La rielaborazione serve quando entra una nuova macchina, si introduce un adesivo diverso, cambia il layout, si verifica un infortunio significativo o emergono indicazioni dalla sorveglianza sanitaria. I rinnovi formativi sono riepilogati tra le scadenze della formazione.
Quali di questi punti sono già coperti nel tuo stabilimento? Fissa una visita tecnica dalla pagina preventivo gratuito: ne esce una mappa postazione per postazione, da ciò che va risolto subito a ciò che può attendere.