La scadenza dei corsi di sicurezza e il relativo aggiornamento sono la voce che manda fuori strada più aziende, perché ogni figura segue un ciclo diverso: c’è chi si aggiorna ogni cinque anni, chi ogni tre, chi ogni due e chi addirittura ogni anno. Se hai venti dipendenti con ruoli misti ti ritrovi con decine di date sparse, ognuna legata al giorno in cui è stato rilasciato l’attestato.
Il punto di partenza è sempre lo stesso: l’aggiornamento decorre dalla data dell’attestato, non dall’inizio del corso né dall’anno solare. E vale la persona, non l’azienda: se assumi un lavoratore già formato, l’attestato lo segue e tu erediti la sua scadenza. Per questo la prima cosa da fare è raccogliere tutti gli attestati esistenti e metterli in ordine cronologico, prima ancora di prenotare nuove aule.
Tabella degli aggiornamenti periodici
| Figura o corso | Periodicità dell’aggiornamento | Note |
|---|---|---|
| Lavoratori (formazione generale e specifica) | Quinquennale | La formazione generale non si ripete, si aggiorna la parte specifica |
| Preposto | Cadenza ravvicinata, almeno biennale | La norma richiede un aggiornamento più frequente rispetto agli altri ruoli |
| Dirigente | Quinquennale | Contenuti su organizzazione, deleghe e vigilanza |
| Datore di lavoro che svolge il ruolo di RSPP | Quinquennale | Durata legata al livello di rischio dell’attività |
| RSPP e ASPP professionisti | Quinquennale | Aggiornamento cumulabile su più anni |
| RLS | Annuale | Il monte ore cambia in base al numero di lavoratori dell’azienda |
| Addetto antincendio | Quinquennale | Ore diverse per i tre livelli di rischio |
| Addetto primo soccorso | Triennale | L’aggiornamento comprende la parte pratica |
| Attrezzature con abilitazione (carrelli, PLE, gru, escavatori) | Quinquennale | Aggiornamento per ciascuna tipologia di attrezzatura |
| Coordinatori per la sicurezza nei cantieri | Quinquennale | Aggiornamento cumulabile nel quinquennio |
| Addetti a spazi confinati e ambienti sospetti di inquinamento | Legata alla procedura aziendale | Formazione e addestramento specifici richiesti dal DPR 177/2011 |
| Lavori elettrici PES, PAV, PEI | Periodicità raccomandata dalla norma tecnica | Riferimento alla CEI 11-27 |
Accanto agli aggiornamenti periodici esistono obblighi che scattano su evento e non hanno cadenza: la formazione va rifatta al cambio di mansione, all’introduzione di nuove attrezzature o sostanze, e al trasferimento in un reparto con rischi diversi. In questi casi non aspetti la scadenza: il corso serve prima che la persona inizi a lavorare sulla nuova mansione.
Da cosa dipende la periodicità
Dipende dal ruolo, non dall’anzianità. Un lavoratore con vent’anni di esperienza ha lo stesso obbligo quinquennale di un neoassunto, perché l’aggiornamento serve a riallineare le persone alle novità normative e organizzative. Chi ha responsabilità di vigilanza, come il preposto, ha invece cicli più stretti proprio perché è il ruolo su cui la norma ha alzato l’attenzione negli ultimi anni.
Pesa poi il livello di rischio dell’azienda, che deriva dal codice ATECO e dalla valutazione dei rischi. Il rischio determina la durata della formazione specifica dei lavoratori e quella del corso per il datore di lavoro che assume il ruolo di RSPP. Un’impresa edile e uno studio professionale partono dallo stesso schema ma con monte ore molto diversi.
Terzo fattore: la classificazione dell’attività ai fini antincendio e di primo soccorso. Il livello di rischio incendio determina durata e contenuti del corso antincendio; l’appartenenza al gruppo A, B o C determina quelli del corso di primo soccorso. Se cambi lavorazione o aumenti il numero di addetti, la classificazione può cambiare e con essa il tipo di corso da rifare.
Come non dimenticare le scadenze
- Costruisci una matrice formazione: una riga per lavoratore, una colonna per corso, in ogni cella la data dell’attestato. In un colpo d’occhio vedi i buchi.
- Imposta l’avviso a sei mesi dalla scadenza, non a un mese: le aule si programmano e il rischio è trovarsi con l’attestato scaduto in attesa di una data utile.
- Raggruppa le scadenze vicine e organizza sessioni in azienda: riduci i fermi produzione e allinei le date future.
- Alla firma di ogni contratto chiedi gli attestati precedenti e verificane la validità prima di mettere la persona in produzione.
- Conserva copia degli attestati e del registro presenze: senza documentazione, per chi controlla la formazione non è stata fatta.
- Rivedi la matrice ogni volta che aggiorni il DVR: un rischio nuovo genera quasi sempre un obbligo formativo nuovo.
Domande frequenti
Un attestato scaduto da poco vale ancora?
No. Superata la scadenza il lavoratore risulta non formato per quella parte, e l’azienda si trova in violazione dell’obbligo. L’aggiornamento fatto in ritardo rimette in regola da quel momento, ma non copre il periodo scoperto.
L’aggiornamento si può fare in e-learning?
Per diversi contenuti sì, entro i limiti fissati dagli accordi Stato-Regioni. Restano in presenza le parti pratiche e l’addestramento: antincendio, primo soccorso e abilitazioni alle attrezzature non si completano da remoto.
Devo rifare tutto il corso o basta l’aggiornamento?
Se rispetti la scadenza basta il modulo di aggiornamento, più breve. Se il ritardo è consistente o la mansione è cambiata in modo sostanziale, è più prudente ripetere il percorso completo, soprattutto per le abilitazioni alle attrezzature.
Il preposto deve rifare anche il corso da lavoratore?
Sì. La formazione da preposto è aggiuntiva e non sostituisce quella di lavoratore: restano due percorsi con due scadenze distinte da monitorare separatamente.
Chi paga la formazione e in quale orario si svolge?
La formazione è a carico del datore di lavoro e si svolge durante l’orario di lavoro, senza oneri economici per il lavoratore. Questo vale anche per gli aggiornamenti periodici.
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