Chi produce piante lavora in tre ambienti diversi nello stesso turno: la serra, dove il clima è governato da impianti e il ricambio d’aria dipende da aperture motorizzate; il vivaio all’aperto, con vasetteria, campi di pieno terra e mezzi in movimento; l’area di lavorazione e spedizione, dove si invasa, si confeziona e si carica. Ognuno porta rischi propri, e il documento di valutazione dei rischi deve raccontarli tutti, compresi quelli che compaiono solo in certi mesi.
Prepariamo per aziende florovivaistiche e serricoltori l’impianto documentale previsto dal D.Lgs 81/2008 partendo dalle lavorazioni reali: un vivaio ornamentale con serre riscaldate ha una mappa dei pericoli molto diversa da un vivaio forestale che opera quasi solo all’aperto.
Cosa comprende il servizio
- DVR del vivaio, con analisi per aree (serra, pieno campo, invasatura, magazzino fitosanitari, spedizione) e per gruppi omogenei;
- incarico di RSPP esterno oppure affiancamento del titolare che svolge il ruolo in proprio;
- valutazione del rischio chimico su fitosanitari, concimi, disinfestanti dei substrati e detergenti degli impianti, con lettura delle schede di sicurezza e definizione dei tempi di rientro dopo i trattamenti;
- valutazione del microclima sotto serra e delle misure contro lo stress termico;
- movimentazione manuale dei carichi e movimenti ripetitivi nelle fasi di talea, trapianto, invasatura e confezionamento;
- rumore e vibrazioni per chi usa trattori, motoseghe, decespugliatori e forbici pneumatiche;
- attrezzature e impianti: invasatrici, nastri, carrelli, riscaldamento e fertirrigazione, verifiche di messa a terra previste dal DPR 462/2001;
- procedure per spazi confinati (vasche, serbatoi) secondo il DPR 177/2011 e per i lavori su coperture e schermature;
- piano di emergenza, prove di evacuazione e DUVRI per corrieri, manutentori e ditte che montano i teli.
Chi è obbligato
L’obbligo scatta con il primo lavoratore, quale che sia il contratto: dipendente, stagionale, avventizio, apprendista, tirocinante; anche il socio lavoratore di una cooperativa florovivaistica rientra nella tutela. Valutazione dei rischi e nomina dell’RSPP non sono delegabili: il titolare può affidare il ruolo tecnico a un esterno, ma la firma del DVR resta sua. Chi coordina squadre nei tunnel va formato come preposto.
Come si svolge
- Sopralluogo in serre, tunnel freddi, area di preparazione miscele, magazzino fitosanitari e piazzale di carico.
- Ricostruzione dei cicli di lavoro con titolare e capisquadra, mese per mese, per far emergere le lavorazioni di picco che un sopralluogo isolato non intercetta.
- Rilievi tecnici dove servono: fonometria secondo la UNI EN ISO 9612, vibrazioni, parametri microclimatici estivi.
- Redazione di DVR e procedure, con schede sintetiche affisse ai punti di lavoro e tradotte se il personale non è italofono.
- Formazione, addestramento e audit, con revisione dei documenti a ogni cambio di impianti, colture o organico.
Errori comuni nei vivai
Il più frequente è trattare la serra come un ambiente aperto: nel DVR non compare alcuna valutazione del microclima e in luglio si lavora sotto plastica come se si fosse all’ombra. Il secondo è il magazzino dei fitosanitari senza ventilazione né bacino di contenimento, con prodotti travasati in contenitori anonimi. Poi c’è il rientro anticipato dopo un trattamento, deciso perché il cliente aspetta l’ordine e non perché l’intervallo di etichetta sia trascorso. Vediamo trattorini guidati da chi non ha l’abilitazione, scale a pioli appoggiate ai montanti per riparare i teli, stagionali messi in linea dopo una spiegazione verbale. Infine le vasche di fertirrigazione, pulite calandosi dentro con una torcia: sono ambienti confinati a tutti gli effetti.
| Rischio del vivaio | Misura di prevenzione | Adempimento collegato |
|---|---|---|
| Fitosanitari e concimi | Sostituzione, DPI da etichetta, locale dedicato e ventilato | Valutazione rischio chimico, certificato di abilitazione |
| Caldo e umidità sotto serra | Aperture automatiche, rotazione, pause all’ombra | Microclima valutato nel DVR |
| Invasatura e trapianto ripetuti | Rotazione delle mansioni, piani di lavoro regolabili | Valutazione movimenti ripetitivi |
| Vasi e bancali pesanti | Carrelli, transpallet, limiti di sollevamento | Valutazione movimentazione carichi |
| Trattori e carrelli in manovra | Percorsi separati, limiti di velocità, cinture | Abilitazione all’uso delle attrezzature |
| Coperture e schermature | Piattaforme elevabili, divieto di calpestio dei teli | Procedura lavori in quota, DPI di III categoria |
| Vasche e serbatoi | Permesso di lavoro, misura dell’atmosfera, sorveglianza esterna | DPR 177/2011 |
Domande frequenti
Il microclima della serra va valutato anche se le aperture sono automatizzate?
Sì. L’automazione riduce il rischio ma non lo annulla: nelle ore centrali dell’estate, con le schermature chiuse per proteggere le colture, la temperatura percepita resta alta. La valutazione serve a decidere quali lavorazioni spostare all’alba e come organizzare pause e reintegro dei liquidi.
Chi prepara le miscele di fitosanitari deve avere il patentino?
L’abilitazione all’acquisto e all’uso riguarda chi impiega i prodotti e chi ne dispone l’utilizzo; la normativa prevede un percorso formativo con rinnovo periodico. Gli addetti alla miscelazione vanno inoltre formati sulle schede di sicurezza: in quella fase i DPI richiesti sono più protettivi di quelli usati durante la distribuzione.
La pulizia della vasca di fertirrigazione è un lavoro in ambiente confinato?
Quasi sempre sì: volume chiuso, accesso limitato, possibile carenza di ossigeno o presenza di vapori. Servono qualificazione dell’impresa, permesso di lavoro, rilevatore di gas e un addetto all’esterno. Anche affidando l’operazione a una ditta specializzata resta necessario il coordinamento documentato.
Gli stagionali assunti per due mesi devono fare la formazione completa?
Sì: la durata del contratto non riduce gli obblighi. Formazione generale e specifica precedono l’avvio alla mansione, con addestramento sulle attrezzature effettivamente usate. Teniamo traccia degli attestati nello scadenzario formazione.
Cosa comporta un DVR che ignora le lavorazioni sotto serra?
Un documento incompleto vale come documento carente: il D.Lgs 81/2008 prevede sanzioni penali per il datore di lavoro e, nei casi più gravi, la sospensione dell’attività. Dopo un infortunio, l’assenza di valutazione su un rischio evidente pesa sull’accertamento delle responsabilità.
Prima del picco di trapianto facciamo il punto su serre, mezzi e organico: chiedi un preventivo gratuito e ti indichiamo cosa manca e in che ordine sistemarlo. Per la parte sanitaria vedi la medicina del lavoro per il vivaio; il quadro del comparto è nella pagina vivai e serre.