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Consulenza sicurezza e adempimenti per vivai e serre

Consulenza per vivai e serre: sicurezza sul lavoro, medicina del lavoro e formazione. Seguiamo fitosanitari, microclima serra, movimentazione e lavoro stagionale.

Un vivaio non è un’azienda agricola come le altre. Dentro una serra il clima è artificiale: caldo, umidità elevata, aria satura di terriccio e polveri organiche, impianti di riscaldamento e di fertirrigazione che lavorano quando non c’è nessuno. Fuori, nei campi di pieno terra e nelle aree di carico, si guidano trattori e trattorini, si movimentano bancali di vasi e si trattano le colture con prodotti fitosanitari. In mezzo passa una manodopera che cambia con le stagioni, spesso multilingue, che deve essere formata e giudicata idonea prima di toccare una pianta.

Seguiamo vivai ornamentali e forestali, aziende florovivaistiche, serricoltori e centri di produzione di piantine da orto costruendo un impianto di adempimenti che segue il calendario colturale invece di ignorarlo: valutazioni e visite si concentrano quando i tunnel sono meno affollati, formazione e idoneità arrivano prima dei picchi di trapianto e vendita.

I servizi che seguiamo per il florovivaismo

Perché il florovivaismo ha adempimenti particolari

Tre elementi rendono questo comparto diverso dal resto dell’agricoltura. Il primo è la serra come ambiente chiuso: temperatura e umidità elevate, eventuale arricchimento in anidride carbonica, prodotti nebulizzati che restano sospesi e impongono tempi di rientro. Il secondo è la ripetitività: invasatura, talea, cimatura e confezionamento sono gesti che si ripetono migliaia di volte al giorno, e i disturbi agli arti superiori arrivano prima di quanto si creda. Il terzo è la compresenza: nello stesso piazzale possono muoversi il personale del vivaio, i trasportatori dei clienti e ditte esterne che montano teli o riparano gli impianti, e il coordinamento tra questi soggetti va messo per iscritto.

Situazione tipica del vivaioObbligo che ne deriva
Impiego di prodotti fitosanitariValutazione del rischio chimico, certificato di abilitazione all’acquisto e all’uso
Lavoro sotto serra nei mesi caldiValutazione del microclima e misure contro lo stress termico
Trapianto e invasatura in lineaValutazione dei movimenti ripetitivi e sorveglianza sanitaria dedicata
Ingresso di corrieri e ditte esterneDUVRI e coordinamento tra le imprese
Assunzioni stagionali per la campagnaFormazione e idoneità sanitaria prima dell’avvio

Come lavoriamo con le aziende florovivaistiche

Partiamo sempre da un giro nei tunnel e nelle aree di lavorazione, perché la differenza tra un vivaio e l’altro sta nei dettagli: dove si preparano le miscele, come si accede alla copertura, quanto pesa davvero un vaso pieno. Da lì nascono documenti che il personale riesce a usare e un calendario di scadenze presidiato da noi, come raccontiamo in come lavoriamo.

Il florovivaismo confina con comparti che presidiamo con la stessa impostazione: l’agricoltura per la parte di campo, il giardinaggio e la manutenzione del verde per chi posa e cura le piante dal cliente, gli allevamenti e la zootecnia per le aziende miste. L’elenco completo è nella pagina settori.

Domande frequenti

Il certificato di abilitazione all’uso dei prodotti fitosanitari sostituisce la formazione sulla sicurezza?

No, sono due percorsi distinti che devono convivere. Il certificato abilita all’acquisto e all’impiego dei prodotti e si ottiene con un corso rilasciato in ambito regionale; la formazione generale e specifica prevista dall’Accordo Stato-Regioni riguarda invece il lavoratore in quanto tale e copre anche macchine, movimentazione ed emergenze. Chi tratta le colture deve avere entrambe, oltre all’addestramento sui dispositivi di protezione: vedi il corso rischio chimico.

Dopo un trattamento sotto serra quando può rientrare il personale?

Il tempo di rientro è indicato nell’etichetta e nella scheda di sicurezza del prodotto e va trattato come un dato vincolante, non stimato a occhio. In pratica serve una procedura che dica chi esegue il trattamento, come si segnala il tunnel interessato, chi tiene le chiavi e quando la ventilazione si considera conclusa. Prodotto, dose, orario e responsabile vanno registrati: è tra le prime cose che l’organo di vigilanza chiede di vedere.

I trattorini e le macchine più vecchie del vivaio possono restare in servizio?

Sì, purché mantenuti in condizioni di sicurezza e adeguati ai requisiti previsti per le attrezzature messe a disposizione dei lavoratori: protezione della presa di forza, dispositivo contro il ribaltamento con ritenuta dell’operatore dove richiesto, comandi e freni efficienti, manutenzione documentata. All’età del mezzo si somma l’abilitazione di chi lo conduce, dovuta a prescindere dall’anno di costruzione: vedi il corso trattore agricolo.

Un addetto che sviluppa allergia a pollini o terricci può continuare a lavorare in serra?

Decide il medico competente con il giudizio di idoneità, che può essere pieno, con prescrizioni o con limitazioni, per esempio escludendo la preparazione dei substrati o alcune fasi di potatura. Compito dell’azienda è rendere quel giudizio davvero applicabile, riorganizzando turni e mansioni invece di ignorarlo. Sulle forme respiratorie legate alle polveri organiche c’è una scheda dedicata: alveolite allergica.

Hai un vivaio o una serra da mettere in ordine prima della prossima campagna? Scrivici e ricevi un preventivo gratuito tarato sulle superfici, sulle colture e sul numero di stagionali che assumi.

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