La scheda di sicurezza, indicata con la sigla SDS (Safety Data Sheet), è il documento che il fornitore di una sostanza o di una miscela pericolosa deve consegnare a chi la utilizza, con tutte le informazioni su pericoli, precauzioni d’uso, protezione dei lavoratori, misure di emergenza e smaltimento. È organizzata in sedici sezioni sempre uguali e va fornita gratuitamente, in lingua italiana, entro la prima fornitura del prodotto.
Non è un depliant commerciale né la semplice etichetta del contenitore: è la fonte tecnica da cui nasce la valutazione del rischio chimico in azienda. Senza le schede di sicurezza aggiornate dei prodotti in uso, qualsiasi valutazione del rischio chimico è costruita sul vuoto.
Cosa dice la normativa
L’obbligo di redigere e trasmettere la scheda di sicurezza nasce dalla normativa europea sulle sostanze chimiche — il regolamento REACH per le informazioni lungo la catena di fornitura e il regolamento CLP per la classificazione e l’etichettatura. Sul fronte della sicurezza sul lavoro, il D.Lgs 81/2008 impone al datore di lavoro di acquisire le schede, utilizzarle per la valutazione dei rischi e renderle accessibili ai lavoratori.
Il fornitore deve inviare una versione aggiornata quando emergono nuove informazioni sui pericoli o cambia la classificazione del prodotto. Le sedici sezioni seguono sempre lo stesso ordine: le più utilizzate in azienda sono queste.
| Sezione | Cosa contiene | A cosa serve in pratica |
|---|---|---|
| Identificazione dei pericoli | Classificazione, indicazioni di pericolo, pittogrammi | Capire subito se il prodotto è pericoloso e perché |
| Composizione | Sostanze pericolose presenti | Individuare cancerogeni, sensibilizzanti, corrosivi |
| Misure di primo soccorso | Comportamenti in caso di contatto o inalazione | Istruire gli addetti al primo soccorso |
| Misure antincendio | Mezzi estinguenti idonei e da evitare | Scegliere gli estintori e formare gli addetti |
| Controllo dell’esposizione | Valori limite, DPI, misure tecniche | Definire aspirazioni, guanti e protezioni respiratorie |
| Proprietà fisiche e chimiche | Punto di infiammabilità, volatilità, densità | Valutare incendio, atmosfera esplosiva e stoccaggio |
| Informazioni tossicologiche | Effetti sulla salute | Impostare il protocollo sanitario con il medico competente |
| Considerazioni sullo smaltimento | Gestione dei residui e dei contenitori | Classificare correttamente i rifiuti |
Chi riguarda in azienda
Riguarda chiunque acquisti prodotti chimici, anche in quantità modeste: officine, carrozzerie, tipografie, falegnamerie, imprese di pulizia, aziende alimentari con detergenti e sanificanti, agricoltura con fitosanitari, edilizia con additivi, resine e schiume, laboratori odontotecnici, parrucchieri ed estetisti.
Il datore di lavoro deve raccogliere e conservare le schede di tutti i prodotti presenti, tenerne un elenco aggiornato e usarle per costruire la valutazione del rischio chimico all’interno del DVR. Il RSPP le traduce in misure operative: ventilazione, sostituzione dei prodotti più pericolosi, dispositivi di protezione, modalità di stoccaggio. Il medico competente le esamina per stabilire se serve la sorveglianza sanitaria e con quali accertamenti. I lavoratori devono poterle consultare e devono essere formati sul loro contenuto essenziale.
Errori frequenti
- Schede vecchie di anni. Una classificazione superata porta a scegliere DPI inadeguati e a sottostimare il rischio.
- Raccoglierle e non leggerle. Il raccoglitore in ufficio non serve a nulla se le indicazioni non diventano procedure sul posto di lavoro.
- Confondere scheda tecnica e scheda di sicurezza. La prima descrive prestazioni e modalità d’uso commerciali, la seconda i pericoli: non sono intercambiabili.
- Travasare in contenitori anonimi. Un prodotto in una bottiglia senza etichetta perde ogni collegamento con la sua scheda e diventa un pericolo in più.
- Ignorare i guanti indicati. La sezione sui DPI specifica materiale e caratteristiche: un guanto generico può non proteggere dal solvente in uso.
Domande frequenti
Chi deve fornire la scheda di sicurezza?
Il fornitore del prodotto, gratuitamente e in italiano, al più tardi alla prima consegna. Se non arriva, va richiesta formalmente: l’azienda utilizzatrice non può lavorare senza.
Serve anche per i detergenti da banco?
Per i prodotti classificati come pericolosi sì, anche se sono di uso comune. Per i prodotti non pericolosi il fornitore deve comunque mettere a disposizione le informazioni utili quando richieste.
Ogni quanto va aggiornata?
Non ha una scadenza fissa: si aggiorna quando cambia la classificazione o emergono nuove informazioni. In azienda conviene verificare periodicamente le versioni in uso, insieme all’elenco dei prodotti.
Le schede vanno mostrate ai lavoratori?
Sì, devono essere accessibili e comprese. La formazione sul rischio chimico rientra nella formazione dei lavoratori e va documentata.
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