Attrezzature di lavoro

Sicurezza del smerigliatrice angolare (flex): obblighi e verifiche

Obblighi di sicurezza per smerigliatrice angolare (flex): conformità, documentazione, verifiche periodiche e formazione degli operatori.

La smerigliatrice angolare, che in cantiere tutti chiamano flex, è l’utensile portatile più versatile e più abusato che esista. Cambiando disco taglia acciaio, sbava una saldatura, incide un muro, apre una piastrella, rimuove ruggine. È leggera, costa poco, passa di mano in mano: nessuno la considera una macchina, eppure porta un utensile che gira a regimi altissimi a pochi centimetri dal viso di chi la impugna.

Il pericolo nasce da tre elementi combinati: il disco è un corpo fragile sollecitato dalla forza centrifuga e può rompersi, l’energia in gioco proietta frammenti a grande distanza, l’utensile è tenuto a mano e ogni reazione imprevista si scarica sulle braccia. Ci si mette anche un fatto organizzativo: la flex viaggia da un reparto all’altro senza che nessuno sappia chi l’ha usata per ultimo e come l’ha lasciata.

I rischi specifici di questa attrezzatura

Rottura del disco. Un abrasivo fessurato, umido, montato male o usato oltre il regime ammesso può esplodere, con schegge che partono in direzioni non prevedibili.

Contraccolpo. Se il disco si incastra nel taglio, l’utensile viene respinto verso l’operatore o strappato dalle mani: è il meccanismo che produce le ferite al volto, al collo e alle gambe.

Proiezione di scintille. Il getto di particelle incandescenti va lontano, entra sotto le lamiere, dietro i pannelli e nei materiali combustibili accatastati, con innesco anche differito.

Polveri. Il taglio a secco di calcestruzzo, laterizio e pietra libera polveri contenenti silice cristallina respirabile, per le quali si applicano gli obblighi previsti per gli agenti cancerogeni; la molatura del metallo produce invece particolato metallico e fumi.

Vibrazioni e rumore. L’uso prolungato trasmette vibrazioni al sistema mano-braccio e genera livelli sonori rilevanti: entrambi si valutano secondo il Titolo VIII del D.Lgs 81/2008, rispetto al valore limite fissato dalla norma.

Conformità e documentazione

La smerigliatrice deve riportare la marcatura CE e la targhetta con numero di giri e diametro massimo ammesso, ed essere accompagnata dal manuale d’uso. La targhetta non è un dettaglio: è il criterio con cui si sceglie il disco, perché la velocità massima ammissibile dell’abrasivo deve essere pari o superiore al regime dell’utensile e il diametro non può eccedere quello per cui la cuffia è dimensionata.

Accanto ai documenti dell’utensile va tenuta la tracciabilità dei dischi: ogni abrasivo porta impresse le proprie caratteristiche e, se legato con resina, la data limite indicata dal fabbricante, oltre la quale il legante non offre più le garanzie originarie. I dischi vanno conservati nell’imballo, al riparo da umidità, urti e sbalzi termici. Rientrano nel quadro documentale anche le istruzioni scritte di lavoro sicuro consegnate agli operatori, secondo gli obblighi del D.Lgs 81/2008 sulle attrezzature messe a disposizione.

Verifiche e manutenzione

Nessun ente terzo è chiamato a verificare periodicamente un utensile portatile di questo tipo: la sicurezza dipende dal controllo che l’azienda organizza al proprio interno, e quello decisivo avviene a ogni montaggio di un disco nuovo — ispezione visiva, prova acustica sui dischi rigidi, montaggio tra le flange corrette, avviamento a vuoto tenendo l’utensile lontano dalle persone.

Sul corpo macchina si tengono sotto osservazione la cuffia e il suo dispositivo di orientamento, l’impugnatura laterale, l’interruttore con ritorno automatico in posizione di riposo, il freno dove presente, il cavo fino alla spina e le feritoie di ventilazione. Le riparazioni spettano a personale competente e non si risolvono con nastro isolante: un cavo giuntato alla buona trasforma l’utensile in un pericolo elettrico. Gli utensili fuori servizio vanno ritirati dal magazzino, non lasciati sullo scaffale con un cartello.

Chi può usarla

Nessuna abilitazione formale è prevista per la flex, e da qui nasce l’idea sbagliata che chiunque possa prenderla in mano. La legge richiede informazione, formazione e addestramento su un’attrezzatura che, per le conseguenze di un errore, rientra tra quelle che richiedono conoscenze particolari.

L’addestramento deve essere pratico: scelta del disco in funzione del materiale, montaggio, posizione del corpo fuori dal piano di rotazione, taglio senza forzature laterali, fissaggio del pezzo, gestione delle scintille. Vanno definiti anche i DPI, da occhiali o visiera alla protezione uditiva, ai guanti, agli indumenti che non alimentino la fiamma. Prima ancora, i lavoratori devono aver completato il percorso di base descritto nei corsi per lavoratori; chi opera in ambienti particolari, come i luoghi confinati disciplinati dal DPR 177/2011, segue percorsi ulteriori indicati dai percorsi per quota e ambienti confinati.

Verifica prima dell’usoMotivoSe l’esito è negativo
Marcatura del disco e giri ammessiCompatibilità con il regime dell’utensileDisco scartato, non montato “per una volta”
Data limite dei dischi resinoidiIl legante perde le caratteristiche originarieSmaltimento del disco secondo procedura
Cuffia presente e orientataDevia frammenti e scintille lontano dal corpoUtensile non utilizzabile finché non è ripristinata
Impugnatura laterale montataConsente di controllare il contraccolpoMontaggio prima dell’accensione
Interruttore a rilascio automaticoFerma l’utensile appena si lascia la presaRitiro immediato e riparazione
Cavo, spina e feritoieSicurezza elettrica e raffreddamentoIntervento di personale qualificato

Domande frequenti

Si può togliere la cuffia per arrivare in uno spazio stretto?

No: la cuffia intercetta i frammenti in caso di rottura del disco. Se l’ingombro impedisce il lavoro la soluzione è un utensile di diametro inferiore o una tecnica diversa, non la rimozione della protezione.

Si possono montare dischi dentati per il legno su una smerigliatrice?

È una pratica pericolosa e da vietare esplicitamente: gli utensili dentati aumentano in modo drastico il rischio di contraccolpo su una macchina impugnata a mano libera. Sulla flex si montano solo abrasivi e dischi espressamente compatibili con quel modello e quel regime.

I dischi abrasivi hanno una scadenza?

Quelli legati con resina riportano una data limite indicata dal produttore. Anche prima di quella data, un disco caduto, bagnato o conservato accanto a fonti di calore va scartato, perché il danno non è sempre visibile a occhio nudo.

È vero che non si deve bloccare l’interruttore con una fascetta?

Sì, ed è una manomissione da eliminare: il comando ad azione mantenuta serve proprio a fermare il disco quando l’operatore perde la presa. Bloccarlo significa lasciare un utensile in rotazione libera dopo una caduta, con conseguenze facilmente immaginabili.

Quando l’uso della flex diventa un lavoro a caldo da autorizzare?

Ogni volta che si opera vicino a sostanze infiammabili, atmosfere potenzialmente esplosive, serbatoi o materiali combustibili. Servono permesso scritto, bonifica dell’area, sorveglianza durante e dopo l’operazione, mezzi estinguenti a portata di mano: regole che trovano posto nell’organizzazione della sicurezza sul lavoro aziendale, insieme a quelle sulla saldatrice elettrica.

Censire gli utensili portatili è tra le cose più semplici da fare e più spesso rimandate: definiamo insieme controlli, istruzioni operative e formazione degli addetti. Chiedi il tuo preventivo gratuito e ti diciamo da dove conviene partire.

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