Corsi di formazione

Corso LOTO – lockout e tagout nelle manutenzioni

Corso LOTO – lockout e tagout nelle manutenzioni: 4 ore, con attestato valido su tutto il territorio nazionale. Programma conforme agli Accordi Stato-Regioni.

La maggior parte degli infortuni gravi in manutenzione ha una dinamica ripetitiva: qualcuno riavvia una macchina mentre un collega ha ancora le mani dentro. Non serve malafede, basta un quadro elettrico raggiungibile da un altro reparto, un comando pneumatico che resta in pressione, un contrappeso che scende quando viene tolto il vincolo. Il lockout/tagout — in sigla LOTO — è la procedura che impedisce fisicamente questa sequenza: prima si isolano tutte le fonti di energia, poi si bloccano gli organi di sezionamento con un lucchetto personale, infine si segnala con un cartellino chi ha eseguito l’intervento e perché.

Il D.Lgs 81/2008 richiede che le operazioni di manutenzione, riparazione e regolazione siano eseguite in condizioni di sicurezza, sezionando le alimentazioni e impedendo riavvii inattesi. Il corso di 4 ore che proponiamo trasforma quel principio in un metodo operativo scritto, applicabile alla singola macchina e verificabile da chiunque passi accanto all’impianto fermo. Si integra con la formazione specifica dei lavoratori e, per gli interventi elettrici, con il corso PES PAV PEI basato sulla CEI 11-27.

In che cosa consiste il metodo LOTO

  • Censimento delle energie pericolose: elettrica, pneumatica, idraulica, termica, chimica, gravitazionale ed elastica. Ogni macchina ne ha in genere più di una e sono proprio quelle dimenticate a causare gli incidenti.
  • Individuazione dei punti di sezionamento: interruttori bloccabili, valvole di intercettazione, spine estraibili, dispositivi di messa a terra e di scarico.
  • Dispositivi di blocco: lucchetti a chiave unica, ganci multipli per interventi a più persone, pinze per interruttori, blocca-valvole, cassette di gruppo.
  • Cartellinatura: informazioni che il cartellino deve riportare, dove si applica, perché non sostituisce mai il lucchetto quando il blocco fisico è possibile.
  • Scarico delle energie residue: pressioni intrappolate, condensatori carichi, superfici calde, masse sospese, molle compresse, verifiche prima di iniziare.
  • Prova di assenza tensione e di stato zero: la verifica finale che chiude la sequenza e che troppo spesso viene saltata.
  • Riattivazione controllata: rimozione dei blocchi nell’ordine inverso, controllo che nessuno sia in zona pericolosa, riavvio annunciato.

Chi deve frequentarlo

Il percorso si rivolge a manutentori meccanici ed elettrici, capiturno di produzione, conduttori di linea che eseguono interventi di ripristino, addetti alle pulizie di macchine e impianti, tecnici di aziende esterne che intervengono presso il cliente. Distinguiamo in aula tre ruoli: chi esegue il blocco, chi lavora sotto la protezione altrui e chi si limita a operare nell’area senza intervenire sull’impianto. Ognuno ha compiti e divieti diversi, e confonderli è una delle cause più frequenti di riavvii accidentali.

Il tema riguarda anche i rapporti di appalto: quando la manutenzione è affidata a terzi, il sistema di blocco deve essere condiviso e i lucchetti devono essere riconoscibili per ditta e per persona, con una regola chiara su chi può rimuoverli in caso di assenza dell’operatore.

Struttura della sessione

  1. Perché il LOTO esiste — analisi di dinamiche infortunistiche reali in manutenzione, ricostruite passo per passo.
  2. Mappare la macchina — esercizio di individuazione delle fonti di energia su uno schema o su un impianto aziendale.
  3. Scrivere la procedura di macchina — sequenza numerata, punti di applicazione dei lucchetti, criteri di verifica.
  4. Il blocco multiplo — gestione di squadre numerose, cassette di gruppo, passaggi di consegne fra turni.
  5. Situazioni particolari — interventi che richiedono la macchina in movimento, prove funzionali, sblocchi di emergenza e loro autorizzazione.

Esercitazione e attestato

La prova pratica si svolge su un’attrezzatura reale o su un banco didattico: i partecipanti applicano il lucchetto, verificano l’assenza di energia, tentano l’avviamento per dimostrare l’efficacia del blocco e gestiscono la riattivazione. Chi frequenta il corso in azienda esce con la bozza di procedura per almeno una macchina del proprio reparto, pronta per essere allegata alle istruzioni operative e richiamata nel DVR. La verifica consiste in un test scritto e nell’osservazione della sequenza eseguita; l’attestato riporta durata, contenuti e docente.

Fonte di energiaDispositivo di isolamentoVerifica prima di operare
Elettrica di potenzaSezionatore bloccabile con lucchettoProva di assenza tensione con strumento verificato
PneumaticaValvola di intercettazione con scaricoManometro a zero e attuatori scarichi
IdraulicaValvola bloccabile e sfiato del circuitoPressione azzerata, cilindri in posizione stabile
GravitazionalePuntelli, staffe, spine meccanicheOrgano sospeso vincolato meccanicamente
TermicaIntercettazione del fluido e attesa di raffreddamentoTemperatura superficiale misurata
ChimicaSezionamento linee, flangia cieca, bonificaAssenza di residui e atmosfera verificata

Domande frequenti

Il cartellino da solo può bastare?

Solo quando il punto di sezionamento non è fisicamente bloccabile. In quel caso il cartellino va accompagnato da misure aggiuntive, come la rimozione di un fusibile o il presidio del quadro, perché un’etichetta ferma chi la legge, non chi non guarda.

Chi può rimuovere un lucchetto applicato da un collega?

Nessuno, salvo una procedura eccezionale scritta che preveda l’autorizzazione del responsabile, la verifica documentata che l’operatore non sia in zona pericolosa e la registrazione dell’accaduto. Il principio della chiave unica in mano a chi lavora è la garanzia stessa del metodo.

Vale anche per una macchina piccola con un’unica spina?

Sì, e in quel caso la procedura è semplicissima: estrarre la spina e mantenerla sotto il proprio controllo, con un dispositivo che ne impedisca il reinserimento. Le macchine piccole sono spesso quelle su cui si interviene con più leggerezza.

Come si gestiscono le tarature che richiedono la macchina alimentata?

Sono le situazioni più delicate e vanno normate a parte: modalità operativa dedicata, comandi ad azione mantenuta, velocità ridotta, presenza di un secondo operatore. La procedura deve dire espressamente chi le autorizza e in quali condizioni.

Serve un registro dei blocchi?

Non è imposto in quanto tale, ma nelle realtà con più squadre e turni sovrapposti è la soluzione pratica per sapere chi ha in corso un intervento. Lo impostiamo insieme al RSPP quando redigiamo le procedure.

Scriviamo insieme la procedura della tua linea

Segnalaci le macchine su cui intervenite più spesso e il numero di manutentori coinvolti: la sessione verrà costruita su quegli impianti e uscirà con le procedure di blocco già impostate. Chiedi qui il tuo preventivo gratuito oppure sfoglia gli altri titoli disponibili in altri corsi e i percorsi sull’uso delle attrezzature di lavoro.

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