Mansioni

Sicurezza sul lavoro per farmacisti

Obblighi per farmacisti: rischi da valutare, DPI, corsi e sorveglianza sanitaria. Tutto quello che la legge chiede al datore di lavoro.

La giornata di un farmacista sembra una successione di gesti leggeri, e proprio per questo i suoi rischi professionali passano inosservati. Si sta in piedi per l’intero turno dietro un banco alto, si ruota il busto decine di volte tra cassetti, cassa e cliente, si raggiungono scaffali che spesso richiedono una scaletta. Nel frattempo il gestionale resta acceso: ricette elettroniche, tariffazione, ordini al grossista, controllo dei lotti. Nel retro arrivano i colli del fornitore, che qualcuno deve sollevare e smistare, e in molte farmacie c’è un laboratorio galenico con bilancia analitica, polveri e solventi.

Poi ci sono le variabili che rendono questa mansione diversa da qualunque impiego commerciale: denaro e farmaci custoditi rendono la farmacia un obiettivo per le rapine, il rapporto con il pubblico produce tensioni quotidiane e la guardia notturna spezza il ritmo sonno-veglia di chi la copre. Dove si erogano test e somministrazioni entra in scena anche il contatto con materiale biologico e con aghi. Tutto questo va scritto nella valutazione dei rischi e tradotto in misure, corsi e controlli sanitari.

I rischi specifici

  • Rischio da rapina e aggressione: la voce con l’impatto psicologico più alto della mansione. Riguarda orario serale e turni notturni, ma anche apertura e chiusura, e non si esaurisce con l’evento: lo stress successivo va gestito.
  • Rischio chimico in laboratorio galenico: pesata di polveri con dispersione di particolato, solventi e sostanze irritanti o sensibilizzanti, travasi, riscaldamento di preparati. La pericolosità dipende dalle sostanze in uso, da leggere sulle schede dati di sicurezza.
  • Rischio biologico: contatto con la clientela e, dove previsti, prelievi capillari, test e somministrazioni, con punture accidentali possibili nello smaltimento degli aghi.
  • Postura eretta prolungata e movimentazione: in piedi per tutto il turno, torsioni ripetute, sollevamento dei colli, riordino nei cassetti bassi e negli scaffali alti.
  • Uso del videoterminale: affaticamento visivo e disturbi a collo e polsi, perché la postazione al banco è pensata per servire, non per digitare a lungo.
  • Cadute e urti: scalette per i ripiani alti, pavimenti bagnati, spazi stretti nel retro ingombro di colli.
  • Lavoro notturno e turnazione: ritmo circadiano alterato nei periodi di guardia farmaceutica, e dove c’è un magazzino robotizzato anche il rischio degli interventi di sblocco.

Formazione obbligatoria

Il farmacista collaboratore è un lavoratore a tutti gli effetti e deve ricevere la formazione generale e specifica prevista dagli Accordi Stato-Regioni: la parte specifica deve parlare di rapina, galenica e videoterminali, non di carrelli elevatori. Va poi mantenuta viva con l’aggiornamento periodico, il cui calendario trovi tra le scadenze formative.

Servono poi gli addetti alle emergenze: la designazione degli addetti antincendio segue il criterio di rischio dell’attività secondo il D.M. 02/09/2021, mentre l’addetto al primo soccorso è formato secondo il D.M. 388/2003 in base al gruppo dell’azienda. In una farmacia con pochi addetti significa quasi sempre che ogni persona presente ha un ruolo nelle emergenze. Se il direttore o un collaboratore sovrintende al lavoro degli altri ricopre inoltre il ruolo di preposto, con la formazione aggiuntiva prevista. Il quadro dei percorsi è nella sezione corsi.

DPI e dispositivi

I dispositivi utili qui sono pochi, vanno scelti con criterio e non sostituiscono mai le misure collettive:

  • guanti monouso di materiale compatibile con le sostanze manipolate e con i servizi a contatto biologico;
  • protezione delle vie respiratorie nella pesata di polveri, quando la valutazione lo richiede;
  • occhiali o schermo facciale per travasi e operazioni con rischio di schizzi;
  • camice dedicato al laboratorio, distinto dall’abbigliamento indossato al banco;
  • cappa o aspirazione localizzata per la galenica: è protezione collettiva e viene prima dei DPI;
  • contenitori rigidi per taglienti dove si usano aghi, con procedura di smaltimento;
  • scaletta stabile con appoggio, al posto di sgabelli e sedie usati come rialzo.

La consegna va registrata e accompagnata dall’addestramento; il significato tecnico del termine è nel glossario alla voce DPI.

Sorveglianza sanitaria

Il protocollo lo definisce il medico competente dopo aver letto la valutazione dei rischi e visto la farmacia. Gli accertamenti tipici riguardano la funzione visiva quando l’uso del videoterminale supera la soglia che fa scattare l’obbligo, la colonna e gli arti superiori per postura eretta e movimentazione, e controlli mirati al rischio chimico per chi lavora stabilmente in galenica. Dove c’è esposizione a materiale biologico il medico valuta anche lo stato immunitario, mentre chi copre turni notturni con continuità rientra nei controlli previsti per il lavoro notturno. Il percorso è descritto nella pagina sulla sorveglianza sanitaria.

Rischio della mansioneMisura di prevenzioneObbligo collegato
Rapina e aggressioneprocedure di comportamento, contante accessibile limitato, allarmevalutazione del rischio e informazione dei lavoratori
Polveri e solventi in galenicaaspirazione localizzata, schede dati di sicurezza aggiornate, DPIrischio chimico e sorveglianza sanitaria mirata
Punture accidentali nei servizi con aghicontenitori per taglienti, procedura di smaltimentovalutazione del rischio biologico
Videoterminale al banco e in retropostazione regolabile, pause, illuminazione adeguataesame della funzione visiva secondo protocollo
Colli e riordino scaffalatureausili, altezze di stoccaggio ragionate, scaletta idoneavalutazione della movimentazione manuale dei carichi
Guardia notturnarotazione tra i collaboratori, misure di sicurezza seralicontrolli sanitari per il lavoro notturno

Domande frequenti

Il farmacista titolare ha gli stessi obblighi di un dipendente?

No: il titolare con personale è il datore di lavoro e su di lui gravano gli obblighi di valutazione, nomina e formazione del D.Lgs 81/2008. Il collaboratore assunto è invece un lavoratore da formare, informare e sottoporre a sorveglianza sanitaria.

Se non si fanno preparazioni galeniche, il rischio chimico sparisce?

Si riduce, ma non scompare: restano prodotti per la pulizia, disinfettanti ed eventuale stoccaggio di gas. La valutazione deve dire quali sostanze ci sono e in quali quantità, anche solo per concludere che il rischio è basso.

Un farmacista che esegue test rapidi deve essere vaccinato?

La vaccinazione non si impone d’ufficio: il medico competente valuta il rischio biologico della mansione e propone al lavoratore le misure preventive appropriate, informandolo su vantaggi e limiti. Resta un atto sanitario, non una prassi amministrativa.

Chi sta al banco è considerato videoterminalista?

Dipende dal tempo effettivo passato al terminale in modo sistematico, che va misurato e non presunto: in molte farmacie la soglia la supera chi gestisce ordini, tariffazione e magazzino. Il tema è approfondito nella scheda del videoterminalista.

Serve una formazione diversa per chi copre la guardia notturna?

I contenuti obbligatori sono gli stessi, ma valutazione e informazione devono trattare le condizioni reali del turno: farmacia chiusa, servizio allo sportello notturno, emergenza da gestire da soli.

Vuoi che la scheda di rischio dei tuoi farmacisti smetta di somigliare a quella di un negozio qualsiasi? Raccontaci come è organizzata la farmacia nel modulo del preventivo gratuito e riceverai la mappa degli adempimenti persona per persona. Le mansioni vicine per rischi, dal commesso all’infermiere, sono nell’elenco delle mansioni.

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