Mansioni

Sicurezza sul lavoro per imbianchini e decoratori

Obblighi per imbianchini e decoratori: rischi da valutare, DPI, corsi e sorveglianza sanitaria. Tutto quello che la legge chiede al datore di lavoro.

Il lavoro di tinteggiatura si svolge quasi sempre in casa d’altri: appartamenti abitati, uffici in funzione, scale condominiali, negozi che riaprono lunedì. Si arriva con scale, teli e secchi, si proteggono pavimenti e mobili, si rasa e si leviga, si stendono fondi e finiture a rullo, pennello o spruzzo, e alla sera si smonta tutto perché il committente rientri. Le postazioni cambiano di continuo: oggi il soffitto di un corridoio, domani la facciata di una villetta.

Da questa provvisorietà nascono le due famiglie di problemi del mestiere. La prima è la quota: si sta sopra il livello del pavimento per gran parte del tempo, su attrezzature leggere scelte perché stanno nel furgone, non perché adatte a quella stanza. La seconda è la chimica: prodotti murali, fissativi, smalti, diluenti e sverniciatori applicati in ambienti chiusi, dove il ricambio d’aria dipende da una finestra aperta. Le imprese di decorazione devono far emergere entrambe nel proprio DVR e, in cantiere, nel piano operativo.

I rischi specifici

Precipitazione da scale e trabattelli. Scale doppie usate come piano di lavoro, gradini superiori occupati, ponti su ruote privi di stabilizzatori o mossi mentre qualcuno è ancora sopra. È la dinamica che ricorre più spesso negli infortuni del settore, anche a quote modeste.

Polveri da carteggiatura. Levigare stucco, intonaco e vecchie pitture produce polvere fine che resta sospesa a lungo. Su edifici datati i film di pittura possono contenere pigmenti a base di piombo o cromati, e la rimozione a secco è la modalità peggiore. Se emergono materiali sospetti di amianto, la lavorazione va interrotta.

Vapori di solvente e prodotti classificati. Smalti, vernici per legno e ferro, fissativi, antimuffa e detergenti alcalini rientrano nel rischio chimico. In una stanza chiusa il vapore si concentra in fretta, e un prodotto “a basso odore” non è per questo meno pericoloso.

Iniezione da apparecchi airless. Le pompe a spruzzo senza aria lavorano a pressioni tali da perforare la pelle: un getto sulle dita provoca una lesione minima all’esterno che coinvolge i tessuti profondi, e impone di correre in ospedale indicando il prodotto applicato.

Posture e sovraccarico degli arti superiori. Rullo sopra la testa per ore, collo esteso, spalle alte; sui battiscopa accovacciati.

Rischio elettrico e presenza di terzi. Impianti vecchi, prese sotto tinteggiatura, prolunghe sotto i teli, estranei che attraversano l’area.

Formazione obbligatoria

Ogni dipendente va anzitutto avviato al corso previsto per i lavoratori: tronco comune più modulo di rischio corrispondente al comparto in cui l’impresa è inquadrata, con i rinnovi fissati dagli Accordi Stato-Regioni. Per chi decora, quel modulo dovrebbe scendere nel dettaglio dei barattoli aperti in cantiere, delle loro schede e delle etichette secondo il regolamento CLP: riconoscere un pittogramma vale più di un’ora di teoria.

Accanto a questo servono percorsi mirati:

  • lavori in quota, con addestramento pratico ai sistemi di trattenuta e anticaduta (lavori in quota e spazi confinati);
  • piattaforme elevabili, se per le facciate si usano cestelli o ragni (corsi attrezzature);
  • ponteggi, per chi non si limita a salire ma monta, smonta o modifica la struttura;
  • preposto, per il caposquadra con obbligo personale di vigilanza.

DPI e dispositivi

Il filtro giusto dipende dall’operazione in corso: facciale antipolvere mentre si leviga, semimaschera con cartuccia per vapori organici quando si applicano prodotti a solvente, filtro combinato se polvere e vapore convivono. Una mascherina per particolato davanti a un barattolo di smalto non offre nessuna barriera.

Completano la dotazione guanti compatibili con i prodotti maneggiati, occhiali chiusi in carteggiatura e diluizione, indumenti a copertura totale, calzature con suola aderente, otoprotettori con le levigatrici. Per la quota il dispositivo più efficace resta l’attrezzatura giusta: un trabattello con parapetti su tutti i lati elimina il rischio meglio di qualunque imbracatura indossata sopra una scala. Anticaduta e protezione respiratoria sono di terza categoria e richiedono addestramento verbalizzato, non una firma sul modulo di consegna.

Sorveglianza sanitaria

Per un decoratore gli accertamenti seguono le esposizioni reali: funzionalità respiratoria in rapporto a polveri e vapori, ispezione della cute di mani e avambracci, controllo di spalla, collo e rachide per il lavoro con braccia elevate, esami di laboratorio orientati agli organi bersaglio dei solventi impiegati. Con il lavoro in quota il giudizio comprende anche le verifiche previste per le condizioni incompatibili con quelle mansioni.

Nelle imprese piccole vale un passaggio pratico: se l’esposizione ad agenti chimici risulta non irrilevante per la salute, la sorveglianza è dovuta anche con un solo dipendente, e serve la nomina del medico competente.

Preparazione, applicazione, chiusura: cosa cambia in ogni fase

Fase della lavorazioneCiò che la rende pericolosaDa predisporre prima di iniziare
Protezione dell’ambientemobili da spostare, teli scivolosipercorsi concordati, teli fissati
Stuccatura e carteggiaturapolvere fine, pigmenti nei vecchi filmlevigatrice con aspirazione, filtrante idoneo
Applicazione a rullobraccia elevate, contatto cutaneorotazione dei compiti, piani all’altezza corretta
Spruzzo airlesspressione di iniezione, dispersionesicura della pistola, sblocco ugello, area interdetta
Facciate e vani scalaquota, bordi liberi, transito di terzitrabattello idoneo, delimitazione, avviso ai condomini

Domande frequenti

Per tinteggiare un soffitto basta una scala doppia?

Solo se il lavoro è breve e la scala è integra e su piano stabile. Se l’operazione dura ore o costringe a sporgersi, la scala non è più un mezzo di accesso ma un piano di lavoro improprio: serve un trabattello.

Le pitture all’acqua eliminano il rischio chimico?

Riducono la quota di solvente organico ma non azzerano nulla: molti prodotti in dispersione acquosa contengono conservanti e biocidi che sensibilizzano la pelle. La valutazione si fa sulle schede dei prodotti acquistati, non per categoria commerciale.

Come si gestisce la rimozione di vecchie pitture su edifici datati?

Ipotizzando che il film contenga sostanze pericolose finché non si dimostra il contrario: niente carteggiatura a secco, metodi a umido o aspirati, area isolata e residui raccolti come rifiuto secondo il D.Lgs 152/2006.

Un imbianchino che lavora in un condominio deve fare il POS?

Se l’intervento è in un cantiere temporaneo o mobile sì, e va consegnato al coordinatore quando c’è. Il POS non sostituisce il DVR aziendale, obbligatorio comunque.

Il titolare che lavora insieme al dipendente ha obblighi diversi?

È datore di lavoro a tutti gli effetti e risponde di formazione, dispositivi, valutazione e sorveglianza per chi assume: il quadro è negli obblighi del datore di lavoro.

Hai un’impresa di tinteggiature e vuoi sapere quali documenti mancano prima della prossima commessa? Raccontaci che cantieri affronti e quante persone impieghi: ricostruiamo formazione, dispositivi e adempimenti sanitari partendo da un preventivo gratuito.

Servizi correlati

Vuoi mettere in regola la tua azienda? Richiedi un preventivo gratuito
Richiedi preventivo