Mansioni

Sicurezza sul lavoro per orafi e argentieri

Obblighi per orafi e argentieri: rischi da valutare, DPI, corsi e sorveglianza sanitaria. Tutto quello che la legge chiede al datore di lavoro.

Un laboratorio orafo concentra in pochi metri quadrati una varietà di lavorazioni che altrove occuperebbe un intero reparto. Sullo stesso banco, nell’arco di un’ora, si passa dal seghetto alla lima, dal micromotore al cannello, dalla saldatura all’incassatura di una pietra. Poco più in là stanno il laminatoio, la lucidatrice a spazzole, il forno per la cera persa e — nelle botteghe che eseguono la finitura in casa — le vasche dei bagni galvanici e del decapaggio.

Questa densità è la ragione per cui la valutazione dei rischi di un’oreficeria non si lascia ridurre allo schema del “lavoro artigianale leggero”. Il pezzo prodotto è minuto, ma le energie impiegate per ottenerlo non lo sono: fiamma, corrente, pressione di laminazione, soluzioni concentrate, polveri metalliche finissime che l’aspirazione recupera perché contengono metallo prezioso.

I rischi specifici

Fiamma e gas tecnici. Il cannello resta acceso a intermittenza per gran parte del turno, vicinissimo alle mani e ai materiali combustibili del banco. Bombole, riduttori, tubazioni e dispositivi contro il ritorno di fiamma sono componenti di sicurezza, non accessori.

Fumi e polveri metalliche. Fusione, saldatura e lucidatura liberano particolato e fumi la cui composizione dipende dalla lega: la scheda del materiale d’apporto e del disossidante è il punto di partenza della valutazione, non un documento da archiviare.

Soluzioni chimiche di finitura. Decapaggio, sbianca, sgrassaggio, bagni per doratura, argentatura e rodiatura. Il problema è duplice: l’aerosol che si sviluppa sopra le vasche e l’incompatibilità tra prodotti che, versati insieme per errore, reagiscono liberando gas.

Precisione visiva prolungata. Incassatura, cesello e controllo delle saldature richiedono ore di fissazione ravvicinata, con illuminazione localizzata intensa a fronte di un ambiente circostante buio.

Postura e gesti fini. Seduta quasi immobile con tronco inclinato e collo flesso, avambracci sul bordo del banco, pollice e indice impegnati in prese di forza ripetute.

Rumore e vibrazioni. Laminatoio, burattatura, sabbiatrice e micromotore producono un’esposizione discontinua che va comunque quantificata, non stimata a orecchio.

Radiazioni ottiche artificiali. La luce emessa dalla fiamma e, dove presente, il fascio della saldatrice laser rientrano tra gli agenti fisici del Titolo VIII del D.Lgs 81/2008.

Formazione obbligatoria

Il titolare che ha dipendenti o collaboratori deve garantire loro il percorso di formazione dei lavoratori; il livello va scelto guardando alle lavorazioni realmente svolte in bottega, non al solo codice attività. All’aula va affiancato l’addestramento pratico: accensione del cannello, cambio bombola, uso del laminatoio, immersione ed estrazione dai bagni.

La presenza stabile di fiamma libera e gas compressi impone di designare e formare gli addetti all’emergenza incendio con un corso antincendio del livello che compete al laboratorio, oltre agli addetti al primo soccorso, in un contesto dove ustioni e schizzi di soluzione sono gli eventi più probabili. Con più postazioni va formalizzato anche il ruolo di preposto; l’inquadramento delle figure è nella pagina RSPP esterno.

DPI e dispositivi

Gli occhiali al banco servono contro la proiezione di frammenti di lima, sega e fresa; per la fiamma e per il laser occorrono filtri con grado di protezione scelto in base alla sorgente, non intercambiabili. Con acidi e bagni si usano guanti compatibili secondo la scheda di sicurezza, visiera e grembiule impermeabile.

Sulla lucidatrice vale la regola opposta: guanti e polsini larghi non vanno indossati vicino alle spazzole in rotazione, perché il tessuto viene agganciato e trascina la mano. In bottega, del resto, i presidi tecnici pesano più dei dispositivi indossati: cappa sul punto di saldatura, aspirazione sulle vasche, armadio con separazione dei prodotti incompatibili. La definizione formale è nel glossario DPI.

Sorveglianza sanitaria

Il protocollo è redatto dal medico competente sulla base degli agenti presenti e delle mansioni. Nella bottega orafa gli accertamenti tipici guardano alla funzione visiva, al rachide cervicale e al distretto mano-polso per la postura mantenuta, all’apparato respiratorio dove fumi e polveri lo giustificano, alla cute per il contatto con leghe e soluzioni di finitura. Quando l’esposizione a determinati metalli è documentata il medico può prevedere indagini di monitoraggio biologico: la scelta compete a lui, non all’azienda. Le regole generali sono nel protocollo sanitario.

Operazione di bottegaEnergia o agente in giocoPresidio tecnico prioritarioTraccia documentale
Saldatura al cannelloFiamma, gas compressi, fumi di legaValvole contro il ritorno di fiamma, cappa sul punto di lavoroManutenzione dell’impianto gas registrata
Fusione e colataAlte temperature, proiezione di metalloPostazione dedicata, superfici incombustibili, schermaturaIstruzione operativa firmata dall’addetto
Bagni galvanici e decapaggioSoluzioni concentrate, aerosol, reazioni tra incompatibiliAspirazione sulla vasca, stoccaggio separato per famiglieSchede di sicurezza aggiornate e inventario prodotti
Lucidatura e burattaturaOrgani rotanti, polveri fini, rumoreCuffia aspirante con recupero, divieto di guanti alle spazzoleRilievo fonometrico e consegna otoprotettori
Incassatura al microscopioAffaticamento visivo e posturaleSeduta regolabile, illuminazione bilanciataValutazione ergonomica in azienda

Domande frequenti

Come vanno tenute le bombole dei gas tecnici in un laboratorio piccolo?

Vincolate in verticale, protette da urti e calore, con riduttori e tubazioni in buono stato e sostituiti alla scadenza indicata dal fornitore. Quelle non in uso non stazionano accanto al banco: collocazione e ventilazione del locale vanno descritte nel DVR.

L’aspirazione del banco basta per i fumi di saldatura?

Solo se la captazione è vicina al punto in cui il fumo si genera e la portata resta costante con filtri puliti. Per sapere se permane un’esposizione significativa non ci si affida all’impressione: si eseguono campionamenti di agenti chimici in condizioni reali.

Acidi e prodotti per la galvanica possono stare nello stesso armadio?

No. La separazione per famiglie incompatibili costa quasi nulla, perché il contatto accidentale tra alcune classi di prodotti sviluppa gas pericolosi in pochi istanti. La classificazione da seguire è quella in etichetta e nella scheda di sicurezza.

Una saldatrice laser da banco comporta adempimenti in più?

Sì. Va acquisita la classificazione dichiarata dal fabbricante, rispettate le condizioni d’uso del manuale, delimitata la zona di lavoro e formato chi la utilizza; l’esposizione a radiazioni ottiche artificiali entra tra gli agenti fisici e può riflettersi sul protocollo sanitario.

L’orafo che lavora da solo, senza dipendenti, cosa deve fare?

Chi opera in forma autonoma non ha gli obblighi che la norma pone in capo al datore di lavoro verso i dipendenti, ma resta tenuto a usare attrezzature idonee e dispositivi conformi. Appena entra un apprendista, l’intero impianto di valutazione, formazione e nomine diventa dovuto.


Se in laboratorio convivono fiamma, bagni chimici e macchine da banco, la differenza la fa un documento costruito sulle lavorazioni che esegui davvero. Chiedici una valutazione con preventivo gratuito: partiamo dall’elenco delle attrezzature e dei prodotti in uso. Trovi altri profili artigianali nell’indice delle mansioni, a cominciare dal fabbro, mentre l’insieme dei servizi tecnici e formativi è riepilogato nella pagina servizi.

Servizi correlati

Vuoi mettere in regola la tua azienda? Richiedi un preventivo gratuito
Richiedi preventivo