La portineria è uno dei pochi posti di lavoro in cui una sola persona copre, nella stessa giornata, mansioni che altrove appartengono a quattro reparti: filtro degli accessi, movimentazione di pacchi, pulizia di androni e scale, piccola manutenzione, presidio degli impianti comuni. Il custode di uno stabile industriale o di un plesso scolastico aggiunge ronde, cancelli e centrali tecnologiche.
La conseguenza è che questa figura sfugge quasi sempre a una valutazione fatta bene, perché non ha un ciclo di lavoro ripetitivo su cui costruirla. Il datore — il condominio rappresentato dall’amministratore, l’ente proprietario, la società che ha in appalto il presidio — deve invece descrivere ciò che il portiere fa davvero, comprese le attività assunte per consuetudine: sono quelle, dalla lampadina sostituita in cima a una scala alla caldaia riavviata di persona, a produrre gli infortuni peggiori.
I rischi specifici
Isolamento operativo. Per gran parte delle ore non c’è un collega a portata di voce: un malore o una caduta nel locale contatori possono restare senza soccorso a lungo, soprattutto in orario serale e festivo.
Aggressioni e intrusioni. Il portiere è la prima barriera fra l’esterno e l’edificio: contestazioni di residenti, accessi non autorizzati, molestie a chi presidia da solo di notte. Il modo di affrontarli è illustrato nella pagina su aggressioni e fattori psicosociali; la parte addestrativa, su come riconoscere l’escalation e sottrarsi, è quella del corso sul rischio aggressione.
Cadute da scale portatili. Cambiare un corpo illuminante, raggiungere una cassetta o pulire una vetrata alta sono attività che la portineria assorbe in silenzio, spesso con attrezzature improprie.
Scivolamenti, inciampi e sforzi. Pavimenti appena lavati, gradini consumati, cortili gelati all’alba; cassonetti da portare in strada, pacchi accumulati in guardiola, arredi spostati su richiesta.
Agenti chimici delle pulizie. Detergenti acidi, disincrostanti, prodotti clorati: il pericolo nasce da miscele improvvisate e travasi in contenitori anonimi, mentre le indicazioni corrette stanno sulla scheda di sicurezza.
Impianti tecnologici e postazione. Centrale termica, quadri elettrici e montacarichi sono ambienti in cui il custode si affaccia per una lettura, non per intervenire; al bancone pesano turni lunghi, alternanza fra stazione eretta e seduta, videoterminale per registri e citofonia digitale.
Formazione obbligatoria
Si parte dal corso per lavoratori disciplinato dagli Accordi Stato-Regioni, la cui parte specifica va costruita su pulizie, uso di scale e gestione degli accessi anziché su un modulo generico per uffici, più l’addestramento su ogni attrezzatura consegnata: lavasciuga, idropulitrice, soffiatore, scala doppia.
Il secondo blocco riguarda le emergenze dell’edificio, dove il custode è la figura di riferimento perché è l’unica presente: va nominato addetto alla squadra antincendio e frequenta il corso graduato sul rischio che il D.M. 02/09/2021 attribuisce all’edificio, oltre a diventare addetto al primo soccorso nei termini del D.M. 388/2003. Le designazioni si formalizzano con lettera e si accompagnano a prove pratiche fatte sul posto.
Il terzo blocco è quello delle esclusioni: nessun corso rende un portiere idoneo a operare su parti in tensione o in ambiente confinato. Quelle attività si affidano a ditte esterne, gestendo l’interferenza con un DUVRI.
DPI e dispositivi
La dotazione segue i compiti attribuiti: guanti la cui resistenza chimica sia compatibile con le schede dei prodotti in uso, occhiali per travasi e disincrostanti, calzature con suola aderente sul bagnato, guanti antitaglio per i rifiuti, alta visibilità in aree di manovra veicolare.
Contano poi i dispositivi collettivi: una scala conforme al posto di sgabelli e sedie, illuminazione adeguata di scale e cortili come indicato per microclima e illuminazione, chiamata rapida verso un referente reperibile, un carrello per i cassonetti, la verifica della presenza per chi opera da solo, tema centrale della formazione sul lavoro isolato. Anche la guardiola è luogo di lavoro: spazio, seduta corretta, temperatura accettabile.
Sorveglianza sanitaria
L’obbligo nasce dai fattori che la valutazione individua, non dalla qualifica in sé. Un profilo di portineria presenta però quasi sempre esposizioni valutabili: pesi movimentati, detergenti, schermo oltre la soglia settimanale di norma, ore notturne nei presidi continuativi. Il protocollo sanitario tende quindi a includere rachide e arti superiori, funzione visiva, accertamenti su apparato respiratorio e cute dove i prodotti chimici sono d’uso quotidiano, più quanto previsto per il lavoro notturno.
Conta anche l’età: molte portinerie sono presidiate da lavoratori a fine carriera cui si continuano a chiedere sollevamenti e salite su scala. Il giudizio del medico competente serve proprio a ridefinire i compiti, e le prescrizioni vanno recepite riorganizzando il lavoro.
| Attività della portineria | Fattore di rischio dominante | Cosa deve predisporre il datore |
|---|---|---|
| Presidio del portone e filtro accessi | Conflitto con utenti e intrusioni | Procedura per i casi difficili, punto di chiamata, ingresso illuminato |
| Pulizia di androni, scale e cortili | Scivolamento e contatto con detergenti | Prodotti pronti all’uso con scheda, cartelli di pavimento bagnato, DPI |
| Sostituzione di lampade e piccoli interventi | Caduta dall’alto da attrezzatura impropria | Scala conforme, divieto di operare da arredi, delimitazione dell’area |
| Ronda serale o notturna | Assenza di soccorso in caso di malore | Verifica periodica della presenza, dispositivo di allarme, percorsi illuminati |
| Accesso a locali tecnici | Rischio elettrico e ambienti non idonei | Divieto scritto di intervento, contratto di manutenzione, chiavi a personale qualificato |
Domande frequenti
Il condominio è datore di lavoro del portiere a tutti gli effetti?
Sì: se il portiere è assunto dal condominio, questo assume gli obblighi del datore di lavoro e li esercita tramite l’amministratore, che fa redigere il DVR, nomina le figure previste e garantisce formazione e sorveglianza sanitaria. Che cosa ricada in capo al condominio in quanto tale è ricostruito negli obblighi del datore di lavoro.
Il custode può riarmare un quadro elettrico o intervenire in centrale termica?
Riarmare un interruttore da fronte quadro è manovra ordinaria; aprire il quadro o mettere le mani su una caldaia richiede qualificazione tecnica. Il confine va scritto in un’istruzione operativa, altrimenti la prassi lo sposterà da sola.
L’alloggio di servizio annesso alla portineria rientra nella valutazione?
L’unità abitativa in sé non è luogo di lavoro, ma lo sono percorsi, impianti comuni e locali di servizio usati per la mansione. Il punto delicato è un altro: la vicinanza fisica non autorizza a chiamare il lavoratore fuori orario come se fosse sempre in servizio.
Serve un piano di emergenza anche in un condominio residenziale?
Dove esiste un lavoratore la gestione dell’emergenza va definita: esodo libero, estintori manutenuti, numeri da attivare, comportamento in caso di allarme. Le verifiche sui presidi si annotano su un registro antincendio e le prove si fanno con il custode presente.
Come si tutela chi presidia da solo un sito nelle ore notturne?
Con misure combinate: contatto programmato con un referente, dispositivo che segnali l’assenza di movimento, ronde su percorsi illuminati, istruzione a non affrontare mai un’intrusione ma a segnalarla.
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