La giornata di un saldatore si misura in archi accesi e pause di raffreddamento. Si prepara il pezzo smerigliando e sgrassando, si sceglie il procedimento — elettrodo rivestito, filo continuo, TIG — si regolano i parametri e si lavora spesso in posizioni obbligate: accosciati sotto una struttura, piegati sopra un banco, con la maschera che limita il campo visivo e la torcia a pochi centimetri dal viso. Attorno al punto di fusione si concentrano contemporaneamente calore, radiazione, fumo, corrente elettrica e gas compressi.
È questa sovrapposizione a rendere la mansione delicata. Il fumo che sale dal cordone è un aerosol di particelle metalliche ultrafini; la luce dell’arco è una sorgente intensa di ultravioletto; le scintille che rimbalzano restano accese per minuti dentro un cumulo di stracci. In cantiere e in carpenteria, poi, il saldatore lavora accanto ad altri operatori: i suoi rischi diventano rischi interferenziali per chi gli sta vicino.
I rischi specifici
- Fumi di saldatura: la composizione dipende dal materiale base, dal rivestimento e dal metallo d’apporto. Su acciai inossidabili compaiono cromo e nichel, su superfici zincate ossido di zinco con la caratteristica febbre da fumi metallici. I fumi di saldatura sono oggi considerati cancerogeni per l’uomo, e questo cambia il modo in cui vanno valutati e aspirati.
- Radiazioni ottiche artificiali: l’arco emette ultravioletto, luce visibile e infrarosso. L’esposizione oculare non protetta produce la classica congiuntivite da esposizione all’arco, dolorosissima e ritardata di alcune ore; la pelle scoperta si ustiona come al sole d’agosto.
- Ustioni e proiezioni: gocce di metallo fuso, scorie che saltano durante la spicconatura, pezzi appena saldati che sembrano freddi e non lo sono.
- Incendio ed esplosione: la lavorazione a caldo su recipienti che hanno contenuto sostanze infiammabili è una causa storica di infortunio grave, anche quando il fusto sembra vuoto.
- Elettrocuzione: guaine lesionate, pinze portaelettrodo danneggiate, saldatura in ambienti umidi o su strutture metalliche a contatto con il corpo.
- Gas compressi: bombole di ossigeno, argon o miscele da trasportare, fissare e proteggere da urti e calore.
- Spazi confinati e quota: saldare dentro una cisterna o su un ponteggio somma rischi di natura diversa da quelli del procedimento.
- Postura, rumore e campi elettromagnetici: posizioni statiche prolungate, smerigliatura rumorosa, campi generati dai circuiti, rilevanti per chi porta dispositivi medici impiantati.
Formazione obbligatoria
Il saldatore rientra nelle attività a rischio elevato: la formazione dei lavoratori comprende quindi la parte generale e una parte specifica ampia, seguita da aggiornamenti periodici secondo gli Accordi Stato-Regioni. Alla base si aggiunge l’addestramento pratico sull’uso corretto delle attrezzature e dei DPI, che va tracciato: non è una lezione teorica, ma una dimostrazione fatta sul posto e registrata.
Servono poi percorsi collegati alle situazioni in cui si salda. Chi opera dentro serbatoi, cisterne o vani interrati deve seguire il percorso su lavori in quota e spazi confinati e soddisfare i requisiti posti dal DPR 177/2011. Chi usa carroponti, piattaforme elevabili o carrelli per movimentare i pezzi ha bisogno delle abilitazioni previste per le attrezzature di lavoro. In officine e cantieri il saldatore è quasi sempre inserito nella squadra di emergenza, con formazione antincendio e di primo soccorso.
Un chiarimento utile: il cosiddetto patentino del saldatore, cioè la qualificazione del procedimento secondo le norme tecniche, non sostituisce la formazione sulla sicurezza. Sono binari distinti.
DPI e dispositivi
Maschera con filtro di grado adeguato al procedimento e alla corrente, meglio se autoscurante ma con schermatura permanente agli UV; occhiali con protezione laterale per molatura e scriccatura; guanti lunghi in crosta; grembiule, ghette e giacca ignifughi, senza tasche aperte verso l’alto; scarpe con protezione del metatarso; otoprotettori nelle fasi di preparazione; protezione respiratoria quando l’aspirazione localizzata non basta, con filtro scelto in base ai metalli presenti. Contano anche gli schermi mobili che riparano i colleghi dall’arco. Ricambio e controllo dello stato d’uso fanno parte dell’obbligo: il concetto è riassunto nella scheda DPI.
Sorveglianza sanitaria
Il protocollo tipico prevede visita con attenzione all’apparato respiratorio e spirometria, valutazione della funzione visiva, audiometria quando la smerigliatura è frequente e accertamenti mirati agli agenti presenti nei fumi: se emerge esposizione a cromo esavalente o nichel, monitoraggio biologico e registro degli esposti diventano il centro del percorso. Il medico competente valuta inoltre l’idoneità al lavoro confinato e in quota e la compatibilità con dispositivi medici impiantati. Il quadro generale è nella pagina medicina del lavoro.
| Rischio | Misura di prevenzione | Obbligo collegato |
|---|---|---|
| Fumi metallici | aspirazione localizzata alla sorgente, ventilazione, filtri idonei | valutazione agenti chimici e cancerogeni nel DVR |
| Radiazione dell’arco | maschera con grado corretto, schermi mobili, pelle coperta | valutazione delle radiazioni ottiche artificiali |
| Incendio su contenitori | bonifica preventiva, permesso di lavoro a caldo | procedura scritta e sorveglianza dell’area |
| Elettrocuzione | verifica cavi e pinze, ritorno di massa corretto | controllo periodico delle attrezzature |
| Lavoro in spazio confinato | ventilazione, misura dell’atmosfera, sorveglianza esterna | requisiti del DPR 177/2011 e addestramento |
Domande frequenti
Il patentino di saldatura basta per lavorare in regola?
No. La qualificazione attesta che sai eseguire un certo giunto con un certo procedimento, non che sei stato formato sui rischi. Servono comunque formazione generale e specifica, addestramento e, dove previste, le abilitazioni per le attrezzature.
Serve la protezione respiratoria se in officina c’è già l’aspirazione?
Dipende dall’efficacia reale dell’aspirazione nel punto in cui si forma il fumo. Se la cappa è lontana o il pezzo è grande, il respiratore resta necessario. La verifica va fatta sul campo e messa nero su bianco nella valutazione.
Perché gli occhi bruciano ore dopo aver saldato?
È l’effetto tipico della radiazione ultravioletta sulla congiuntiva e sulla cornea: il dolore compare con qualche ora di ritardo rispetto all’esposizione. Succede anche a chi passa accanto a un arco senza schermo, non solo a chi salda.
Si può saldare un fusto che ha contenuto solvente se è vuoto da mesi?
Non senza bonifica e procedura specifica. I residui e i vapori possono restare all’interno molto a lungo e l’apporto di calore è sufficiente a innescarli. È una delle situazioni in cui il permesso di lavoro scritto è indispensabile.
Un saldatore autonomo che lavora in un cantiere altrui ha obblighi di formazione?
Sì: deve dimostrare idoneità tecnico-professionale e formazione all’impresa che lo ha chiamato, oltre a usare attrezzature e DPI conformi. Chi lo ingaggia deve verificarlo.
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