La giornata di un addetto alle pulizie comincia quasi sempre quando gli altri non ci sono: uffici vuoti la sera, reparti prima dell’apertura, scuole a lezioni finite. Si lavora in autonomia, spesso da soli, in edifici di cui non si conosce il piano di emergenza, con un carrello che è una piccola chimica ambulante: detergenti alcalini, disincrostanti acidi, disinfettanti a base di cloro, sgrassatori, prodotti per vetri. Ogni superficie ha il suo flacone, e i flaconi cambiano da cantiere a cantiere.
Il resto del turno è fatto di gesti che sembrano innocui e nel tempo lasciano il segno: strizzare le frange, spingere carrelli carichi su rampe e ascensori, salire su una scala per una lampada, chinarsi sotto le scrivanie, passare la lavasciuga per centinaia di metri quadri. E quasi tutto il settore lavora in appalto: l’addetto opera dentro l’azienda di qualcun altro, tra lavorazioni e macchinari che non dipendono da lui.
I rischi specifici
Il rischio chimico viene per primo, e non nasce dal prodotto in sé ma dall’uso reale: diluizioni a occhio, travasi in bottiglie senza etichetta, ricariche di prodotti diversi nello stesso spruzzino. La miscela accidentale di un disinfettante clorato con un disincrostante acido sviluppa vapori irritanti che in un bagno chiuso raggiungono concentrazioni pericolose in pochi secondi. Sul lungo periodo pesano dermatiti da contatto e irritazioni respiratorie.
Il secondo è lo scivolamento: sul pavimento appena lavato la caduta colpisce chi lo sta lavando. Seguono le cadute dall’alto da scale improvvisate, sedie e davanzali usati per vetri e lampadari.
C’è poi la parte biomeccanica: taniche, sacchi e macchine da trasportare, movimenti ripetitivi di spalla e polso in spolveratura, lavaggio vetri e passaggio del mocio. Il rischio biologico riguarda servizi igienici, raccolta rifiuti e soprattutto le pulizie in ambito sanitario e assistenziale, dove nei sacchi possono finire taglienti. Restano il rischio elettrico di lavasciuga e aspiratori usati su superfici bagnate, il lavoro isolato in orari in cui nessuno può dare l’allarme e l’interferenza con le attività del committente.
Formazione obbligatoria
L’addetto segue il percorso previsto dall’Accordo Stato-Regioni: formazione generale e specifica, con durata della parte specifica commisurata al livello di rischio dell’attività, più aggiornamento periodico. Il livello non è uguale ovunque: le pulizie civili in uffici e condomini stanno su un gradino diverso rispetto a quelle industriali o sanitarie, e la classificazione va motivata nel DVR dell’impresa.
Alla formazione di base si aggiunge l’addestramento pratico su prodotti e attrezzature: come si legge una scheda di sicurezza, come si diluisce, quali dispositivi indossare per ciascuna operazione, come si usa la lavasciuga. Chi coordina una squadra su un cantiere va formato come preposto; chi è designato per le emergenze frequenta i corsi antincendio e di primo soccorso. Per la pulizia di vetrate con piattaforme elevabili serve l’abilitazione prevista per quelle attrezzature e, con i sistemi anticaduta, l’addestramento sui DPI di terza categoria. Nei servizi presso strutture alimentari si aggiunge la formazione HACCP.
DPI e dispositivi
I guanti sono il dispositivo più usato e più sbagliato: vanno scelti in base al prodotto indicato nella scheda di sicurezza, non presi indistintamente dalla scatola, e alternati con pause per evitare la macerazione della pelle. Servono poi calzature antiscivolo, occhiali o visiera contro schizzi e spray, protezione delle vie respiratorie quando si nebulizzano disinfettanti in ambienti chiusi, camice, ginocchiere per chi lavora a terra; nel sanitario, guanti resistenti alla perforazione e contenitori rigidi per i taglienti. Ogni consegna va registrata: è la prova che l’azienda ha adempiuto e istruito il lavoratore.
Sorveglianza sanitaria
Il medico competente calibra il protocollo sulle esposizioni dichiarate nel DVR: valutazione dermatologica per l’uso continuativo di detergenti e guanti occlusivi, controllo della funzione respiratoria per chi impiega spray e disinfettanti, verifica di rachide e spalle per carichi e gesti ripetuti, idoneità al lavoro notturno per le fasce serali o mattutine anticipate. Negli ospedali e nelle strutture socio-assistenziali il protocollo considera il rischio biologico e le vaccinazioni raccomandate dal medico. Il giudizio precede sempre l’avvio alla mansione, anche nei contratti brevi tipici del settore.
| Rischio della mansione | Misura di prevenzione | Obbligo collegato |
|---|---|---|
| Prodotti chimici e miscele accidentali | Prodotti pronti all’uso, dosatori, divieto di travaso | Valutazione rischio chimico, schede di sicurezza disponibili |
| Dermatiti da contatto | Guanti idonei al prodotto, creme barriera, rotazione | Sorveglianza sanitaria e consegna DPI registrata |
| Scivolamenti su pavimento bagnato | Segnaletica, lavaggio a settori, calzature antiscivolo | Valutazione dei rischi e addestramento |
| Scale e pulizia di vetrate | Attrezzature idonee, divieto di improvvisazione | Procedura lavori in quota, abilitazione PLE |
| Taglienti nei rifiuti sanitari | Contenitori rigidi, divieto di comprimere i sacchi | Valutazione rischio biologico |
| Lavoro isolato e interferenze in appalto | Procedura di allarme, coordinamento con il committente | DUVRI e piano di emergenza del sito |
Domande frequenti
Chi deve formare l’addetto: l’impresa di pulizie o l’azienda dove lavora?
Formazione e DPI sono a carico del datore di lavoro, cioè l’impresa di pulizie. Il committente deve però informare l’appaltatore sui rischi dei propri ambienti, sulle vie di esodo e sulle emergenze, e cooperare alla redazione del DUVRI. Se l’addetto entra in un reparto senza sapere cosa vi si lavora, l’omissione è del committente.
Serve il DUVRI per un contratto di pulizie in ufficio?
Nella generalità dei casi sì: è un appalto di servizi svolto dentro i luoghi di lavoro altrui, con possibile sovrapposizione di attività. La norma esclude alcune ipotesi marginali, ma il criterio è verificare se esistono interferenze: personale presente, macchine in funzione, altre imprese sul posto.
Un addetto che lavora due ore al giorno ha gli stessi obblighi?
Il part-time non riduce formazione, DPI, informazione e sorveglianza sanitaria: gli obblighi seguono la mansione e l’esposizione, non le ore di contratto. Cambia semmai la valutazione dei rischi cumulativi, di cui il medico tiene conto nella periodicità degli accertamenti.
Si possono usare prodotti portati dal cliente?
Solo se l’impresa ne acquisisce le schede di sicurezza, li inserisce nella propria valutazione del rischio chimico e forma gli addetti. Usare un prodotto trovato nell’armadietto del committente, senza etichetta né scheda, è tra le situazioni più rischiose e più frequenti del settore.
La pulizia di una cisterna o di un vano tecnico rientra nelle normali pulizie?
No. Cisterne, intercapedini, fosse e vani non ventilati sono ambienti sospetti di inquinamento e richiedono qualificazione dell’impresa, procedure e presidi previsti dal DPR 177/2011: vanno contrattualizzati come attività separata, con personale addestrato.
Gestisci un’impresa di pulizie o un multiservizi e vuoi che ogni cantiere parta con documenti, formazione e idoneità in ordine? Descrivici gli appalti che segui: il preventivo gratuito ti dirà cosa serve, cantiere per cantiere. Approfondimenti nella pagina imprese di pulizie e multiservizi, nell’elenco delle altre mansioni e negli obblighi del datore di lavoro.