Sicurezza sul lavoro

Valutazione rischio ATEX – atmosfere esplosive

Valutazione del rischio da atmosfere esplosive: classificazione zone ATEX, documento sulla protezione contro le esplosioni e adeguamento impianti.

La valutazione rischio ATEX è obbligatoria in tutte le aziende dove possono formarsi atmosfere esplosive: miscele di gas, vapori, nebbie o polveri combustibili con l’aria che, in presenza di un innesco, possono generare un’esplosione. Non riguarda solo raffinerie e industrie chimiche: falegnamerie, mulini, aziende alimentari con silos di farine e zuccheri, verniciature, impianti di depurazione e magazzini con carica batterie sono esempi tipici di attività con zone ATEX spesso non valutate.

Il Titolo XI del D.Lgs 81/2008 impone al datore di lavoro di valutare questo rischio specifico e di redigere il documento sulla protezione contro le esplosioni. Il nostro team di tecnici esegue l’intera valutazione, dalla classificazione delle zone all’adeguamento degli impianti, integrandola nella valutazione dei rischi specifici della tua azienda.

Cosa comprende il servizio

  • Sopralluogo e censimento delle sostanze infiammabili e delle polveri combustibili presenti;
  • Classificazione delle zone ATEX secondo le norme tecniche: zone 0, 1, 2 per gas e vapori; zone 20, 21, 22 per le polveri;
  • Verifica dell’idoneità delle attrezzature e degli impianti installati nelle zone classificate (categorie e marcatura ATEX);
  • Redazione del documento sulla protezione contro le esplosioni, con misure tecniche e organizzative di prevenzione;
  • Definizione di procedure di lavoro, segnaletica delle aree a rischio e programma di adeguamento degli impianti.

La classificazione delle zone

Zona (gas/vapori)Zona (polveri)Presenza atmosfera esplosiva
Zona 0Zona 20Continua o per lunghi periodi
Zona 1Zona 21Probabile durante il normale funzionamento
Zona 2Zona 22Improbabile e comunque di breve durata

Dalla classificazione discende tutto il resto: le attrezzature installabili in ciascuna zona (con relativa categoria e marcatura ATEX), le procedure di lavoro ammesse, la segnaletica e il programma di adeguamento.

Come si svolge la valutazione

  1. Censimento delle sostanze: raccogliamo schede di sicurezza e dati su solventi, gas, vernici e polveri combustibili presenti nel ciclo produttivo, comprese le emissioni occasionali (travasi, pulizie, manutenzioni);
  2. Individuazione delle sorgenti di emissione: analizziamo dove e con quale frequenza le sostanze possono liberarsi in aria, dai punti di carico dei silos agli sfiati dei serbatoi, fino alle sale di ricarica batterie;
  3. Classificazione delle zone: calcoliamo estensione e tipo delle zone pericolose secondo le norme tecniche applicabili a gas e polveri;
  4. Verifica di impianti e attrezzature: controlliamo che le apparecchiature elettriche e meccaniche installate nelle zone abbiano categoria ATEX idonea;
  5. Documento e misure: redigiamo il documento sulla protezione contro le esplosioni con le misure tecniche e organizzative, le procedure e il piano di adeguamento con priorità.

Quando è obbligatoria

La valutazione è dovuta ogni volta che nel ciclo produttivo sono presenti, anche saltuariamente, sostanze in grado di formare atmosfere esplosive: solventi e vernici, GPL e metano, idrogeno (anche da ricarica di batterie al piombo), polveri di legno, farine, zuccheri, metalli leggeri. Il documento va aggiornato a ogni modifica di impianti, sostanze o lavorazioni.

I settori più coinvolti sono quelli dove le polveri combustibili fanno parte del processo: falegnamerie e aziende del legno-arredo, con polveri di legno negli impianti di aspirazione, e l’industria alimentare, con farine e zuccheri movimentati in silos e mulini. Il rischio esplosione è inoltre strettamente legato ad altri fattori che valutiamo insieme: il rischio incendio, il rischio chimico da agenti pericolosi e il rischio elettrico, perché impianti e apparecchi elettrici non idonei sono tra le principali sorgenti di innesco nelle zone classificate.

Errori comuni nelle aziende con zone ATEX

  • Considerare solo i gas e dimenticare le polveri: farine, zuccheri, polveri di legno e metalli leggeri esplodono, e le zone 20-21-22 sono le più trascurate;
  • Ignorare le sale di ricarica batterie: la ricarica di batterie al piombo libera idrogeno e può generare zone classificate mai valutate;
  • Installare attrezzature non marcate ATEX nelle zone: un semplice aspiratore o una lampada non idonea diventa una sorgente di innesco;
  • Non aggiornare il documento: ogni nuova sostanza, macchina o modifica di layout può cambiare estensione e tipo delle zone.

I lavoratori che operano nelle aree classificate devono inoltre essere informati e formati sui rischi di esplosione: possiamo integrare questi contenuti nella formazione dei lavoratori prevista dall’Accordo Stato-Regioni.

Sanzioni e rischi in caso di inadempienza

L’assenza della valutazione ATEX e del documento sulla protezione contro le esplosioni è sanzionata penalmente a carico del datore di lavoro con arresto o ammenda. In caso di esplosione, l’assenza della classificazione delle zone e delle misure di prevenzione aggrava in modo determinante le responsabilità penali e civili, oltre ai danni materiali che un evento di questo tipo comporta.

Domande frequenti

La mia azienda usa solo piccole quantità di solventi: serve comunque la valutazione?

Sì, serve almeno una valutazione che dimostri se il rischio è trascurabile o meno. Solo un’analisi tecnica documentata può escludere la presenza di zone classificate.

Cos’è il documento sulla protezione contro le esplosioni?

È il documento previsto dal Titolo XI del D.Lgs 81/2008 che riporta la classificazione delle zone, la valutazione dei rischi di esplosione e le misure adottate. Fa parte integrante del DVR.

Le polveri di legno o di farina possono davvero esplodere?

Sì: una nube di polvere combustibile sufficientemente fine e concentrata, a contatto con un innesco, esplode con violenza. Silos, filtri e impianti di aspirazione sono i punti tipici da classificare.

Ogni quanto va aggiornata la valutazione ATEX?

A ogni modifica rilevante di sostanze, impianti, lavorazioni o layout. Anche l’introduzione di una nuova attrezzatura in zona classificata richiede una verifica di idoneità.

Hai il dubbio che nella tua azienda esistano zone ATEX mai classificate? Richiedi un preventivo gratuito: un nostro tecnico valuta la tua situazione e ti indica esattamente cosa serve per metterti in regola.

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