Chi lavora al banco pneumatici passa la giornata a sollevare, ruotare e spingere carichi ingombranti. Una ruota da autovettura si maneggia ancora a braccia, quella di un furgone pesa il doppio, quella di un mezzo pesante richiede attrezzature dedicate e non ammette improvvisazione. Fra un cliente e l’altro si alternano stallonatura, smontaggio, montaggio, gonfiaggio ed equilibratura, con l’avvitatore che lavora a impulsi e il compressore che riparte di continuo.
Il rischio più sottovalutato di questa mansione è proprio quello che sembra banale: gonfiare. Un cerchio danneggiato, un tallone posizionato male o un cerchione in più pezzi possono cedere durante il riempimento e proiettare componenti con una violenza sufficiente a uccidere. Accanto a questo, la ripetitività dei gesti e il peso movimentato producono danni lenti al rachide e alle spalle, mentre nel servizio di soccorso stradale il gommista si ritrova a lavorare a bordo carreggiata, con il traffico che gli passa a un metro.
I rischi specifici
- Scoppio in fase di gonfiaggio: energia elevatissima liberata in frazioni di secondo, particolarmente critica sulle ruote di autocarro e su cerchi in due o tre pezzi.
- Sovraccarico biomeccanico: sollevamento e trasporto di pneumatici, torsioni del busto, lavoro con le braccia sopra le spalle nello stoccaggio in altezza.
- Schiacciamento e caduta di carichi: pile di pneumatici instabili, ruote appoggiate in verticale che scivolano, veicoli sollevati sul ponte.
- Rumore: avvitatori a impulsi, compressore, sibilo del gonfiaggio; il livello va misurato, non stimato a orecchio, secondo i criteri della UNI EN ISO 9612.
- Vibrazioni al sistema mano-braccio trasmesse dagli utensili pneumatici.
- Rischio meccanico: cesoiamento e trascinamento nelle parti mobili dello smontagomme e dell’equilibratrice, tagli sui cerchi e sulle carcasse con tela metallica affiorante.
- Agenti chimici: paste di montaggio, sgrassanti, solventi per le riparazioni, polveri di gomma e di attrito dei freni durante lo smontaggio.
- Investimento e clima avverso per chi esce in assistenza o lavora in area esterna.
Formazione obbligatoria
Si parte dal percorso di formazione dei lavoratori, parte generale più parte specifica, con il livello di rischio determinato dalla classificazione dell’attività: nelle officine di riparazione veicoli si colloca di regola sui livelli più alti, con aggiornamento periodico. All’aula va sempre affiancato l’addestramento pratico sulle attrezzature del reparto, documentato con firma di chi lo ha eseguito e di chi lo ha erogato.
Se il gommista sposta pneumatici con un carrello elevatore serve l’abilitazione prevista per le attrezzature di lavoro, che non coincide con la formazione generica e va rinnovata alla scadenza. Chi coordina il banco e sorveglia i colleghi più giovani ha bisogno del percorso da preposto. In officine con pochi addetti la stessa persona finisce spesso anche nella squadra di emergenza, e in quel caso servono i corsi antincendio e primo soccorso, oltre alle prove periodiche. Le scadenze di tutti questi percorsi si tengono sotto controllo con uno scadenzario unico, come spieghiamo nella pagina sulle scadenze della formazione.
DPI e dispositivi
Guanti resistenti al taglio e all’abrasione, sostituiti quando il palmo è consumato; scarpe antinfortunistiche con puntale, indispensabili quando una ruota sfugge di mano; occhiali o visiera durante stallonatura, pulizia dei cerchi e uso di prodotti spray; otoprotettori tarati sul livello misurato; mascherina filtrante per le polveri quando si soffia o si spazzola; indumenti ad alta visibilità per il soccorso stradale, con segnaletica e coni a completare la protezione. Fra i dispositivi collettivi, il più importante è la gabbia di sicurezza per il gonfiaggio delle ruote di mezzi pesanti, insieme a un manometro affidabile e a un limitatore di pressione sull’impianto.
Sorveglianza sanitaria
Tre filoni reggono il protocollo. C’è anzitutto l’apparato muscolo-scheletrico: il medico competente indaga rachide lombare, spalle e polsi, perché è lì che il mestiere lascia il segno. Il secondo è l’udito, con audiometria periodica quando la valutazione del rumore lo richiede. Il terzo riguarda vibrazioni e agenti chimici, con accertamenti mirati in base ai prodotti realmente presenti in officina. Si aggiungono la valutazione della funzione visiva per chi lavora anche all’accettazione e i controlli previsti per l’apprendista minorenne, che ha tutele rafforzate. L’organizzazione delle visite è descritta nell’area sorveglianza sanitaria.
| Rischio del banco gomme | Misura di prevenzione | Obbligo collegato |
|---|---|---|
| Scoppio in gonfiaggio | gabbia di contenimento, controllo del cerchio, pressione limitata | procedura scritta e addestramento tracciato |
| Movimentazione ruote | ausili di sollevamento, altezze di stoccaggio corrette | valutazione della movimentazione manuale nel DVR |
| Rumore | utensili meno rumorosi, otoprotettori, pause | rilievo fonometrico e sorveglianza sanitaria |
| Parti mobili delle macchine | ripari, comandi a uomo presente, manutenzione | verifica periodica delle attrezzature |
| Assistenza su strada | alta visibilità, segnalazione del veicolo | istruzioni operative e formazione specifica |
Domande frequenti
La gabbia di gonfiaggio è obbligatoria anche per le sole ruote di auto?
L’obbligo nasce dalla valutazione dei rischi, non da un elenco di attrezzi. Dove si gonfiano ruote di autocarro o cerchi componibili la protezione è di fatto imprescindibile; anche su vetture, se il DVR rileva cerchi danneggiati o gonfiaggi ad alta pressione, la misura va prevista o sostituita con un accorgimento equivalente e motivato.
Un aiutante che monta gomme solo nel cambio stagionale va formato lo stesso?
Sì, e prima di iniziare. Il lavoro stagionale non riduce gli obblighi: formazione, addestramento sulle macchine, consegna dei DPI e visita preventiva devono precedere il primo turno, anche se durerà poche settimane.
Il mal di schiena di un gommista può essere riconosciuto come malattia professionale?
Le patologie del rachide da sovraccarico rientrano fra quelle di possibile origine professionale. È il medico competente a segnalare e valutare il caso; per l’azienda, la miglior difesa è aver documentato ausili, formazione e limiti di peso movimentato.
Chi ripara la gomma di un trattore in campo ha regole diverse?
Il rischio cambia molto: fondo irregolare, ruote di grande diametro, mezzo non su ponte. Servono procedure specifiche per il bloccaggio del veicolo e per il gonfiaggio a distanza, e il DVR deve prevedere espressamente l’attività fuori sede.
Le polveri che si sollevano smontando una ruota vanno valutate?
Sì. Durante lo smontaggio si mobilita il particolato depositato su cerchio e freni, di composizione variabile. Vanno previste pulizia a umido o aspirazione, evitando il getto d’aria compressa che disperde tutto nell’ambiente.
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