Il magazziniere passa la giornata dentro un flusso: bancali che arrivano dalla rampa, colli da ubicare, ordini da prelevare corsia per corsia, resi da smistare, spedizioni da chiudere entro un orario fisso. Tra un’operazione e l’altra cambiano posizione e attrezzatura: transpallet, trabattello per il picking in alto, terminale in radiofrequenza tenuto in mano per ore, gestionale per le bolle.
Da questa alternanza nascono i rischi. Solleva, spinge e ruota il busto con carichi asimmetrici centinaia di volte al giorno; cammina in corsie percorse da carrelli che pesano tonnellate e hanno visibilità limitata dietro il carico; lavora sotto scaffalature alte metri. E un magazzino con picchi stagionali concentra gli infortuni quando la pressione sui tempi è massima.
I rischi specifici
Movimentazione manuale dei carichi. Il rischio dominante, sottovalutato perché si manifesta come usura lenta. Contano il peso ma anche l’altezza di presa, la distanza dal corpo, la torsione del tronco, la frequenza e la presa scarsa dei cartoni senza maniglie. La valutazione usa i metodi riconosciuti dalle norme tecniche e copre sollevamento, traino e spinta.
Investimento e urto da mezzi. Carrelli, transpallet elettrici e motrici in manovra condividono spazi con i pedoni: i punti neri sono gli incroci ciechi, le uscite dalle corsie strette e le rampe di carico.
Caduta di materiale dall’alto. Bancali disomogenei, pellicolatura insufficiente, montanti danneggiati da urti pregressi, portata di campata superata: sono le cause tipiche del crollo di merce, dall’esito spesso grave.
Caduta dall’alto e in piano. Prelievo ai livelli superiori, accesso alla sponda del camion e discesa dalla rampa sono lavoro in quota; a terra pesano pavimenti bagnati, film plastico e bancali rotti in corsia.
Microclima e rumore. Portoni aperti d’inverno, celle frigorifere ed estati senza climatizzazione creano sbalzi termici; trasportatori, reggiatrici e motori endotermici possono imporre una misura strumentale secondo la UNI EN ISO 9612.
Formazione obbligatoria
Ogni magazziniere completa la formazione dei lavoratori, con modulo specifico calibrato sulla classe di rischio: nella logistica il livello supera quasi sempre quello di un ufficio e i contenuti devono parlare di scaffalature, mezzi in movimento e sollevamento.
Chi guida un carrello elevatore semovente con conducente a bordo deve avere l’abilitazione prevista dall’Accordo Stato-Regioni sulle attrezzature, con teoria, pratica e aggiornamento periodico: senza quel titolo il mezzo non si tocca, nemmeno per una manovra. Chi coordina lo smistamento è preposto e va formato come tale; le squadre di emergenza richiedono addetti antincendio e di primo soccorso dimensionati sul rischio; trabattelli e imbracature richiedono addestramento documentato. I rinnovi si governano con lo scadenzario della formazione; se il ruolo prevalente è il muletto, la scheda è quella del carrellista.
DPI e dispositivi
- Calzature di sicurezza con puntale e suola antiperforazione: schiacciamento sotto le ruote del transpallet e chiodi a terra sono infortuni quotidiani.
- Guanti da manipolazione, antitaglio dove si aprono imballi con il cutter.
- Indumento ad alta visibilità in tutte le aree percorse da mezzi e sulle rampe di carico.
- Elmetto nelle zone di stoccaggio in altezza e durante carico e scarico dall’alto.
- Abbigliamento termico e guanti isolanti per chi entra in cella frigorifera.
- Otoprotettori oltre i valori di azione rilevati.
- Ausili meccanici — sponde idrauliche, tavoli a pantografo, carrelli di servizio: non sono DPI ma vengono prima nella scala delle misure. Le consegne si registrano su un verbale di consegna DPI.
Sorveglianza sanitaria
Il protocollo del medico competente segue i rischi effettivi della mansione: rachide e arti superiori con esame clinico mirato e approfondimenti quando emergono sintomi, apparato uditivo se il rumore lo richiede, funzione visiva per chi supera la soglia settimanale al videoterminale. Per chi conduce carrelli elevatori la normativa prevede anche accertamenti volti a escludere alcol dipendenza e assunzione di sostanze psicotrope, trattandosi di mansione con rischi per terzi. Il giudizio può contenere prescrizioni concrete — limiti di peso, permanenza massima in cella, uso obbligatorio di ausili — che vanno tradotte in organizzazione reale del lavoro, come spiegato nell’area sorveglianza sanitaria.
| Rischio | Misura di prevenzione | Obbligo collegato |
|---|---|---|
| Movimentazione manuale dei carichi | Ausili meccanici, altezze di presa corrette, rotazione dei compiti | Valutazione nel DVR e visita mirata |
| Investimento da carrelli | Percorsi pedonali separati, specchi agli incroci, limiti di velocità | Formazione dei lavoratori e abilitazione dei conducenti |
| Crollo di merce dalle scaffalature | Portate rispettate ed esposte, ispezioni periodiche da persona competente | Manutenzione documentata dei danneggiamenti |
| Caduta nel picking in quota | Trabattelli al posto delle scale, divieto di salire sugli scaffali | Addestramento all’attrezzatura |
| Freddo in cella | Turnazione, indumenti termici, pause | Valutazione del microclima e idoneità |
| Rumore di macchine e mezzi | Manutenzione delle sorgenti, separazione delle zone rumorose | Misura fonometrica e controllo audiometrico |
Domande frequenti
Chi usa solo il transpallet elettrico ad uomo a terra deve avere il patentino da carrellista?
L’abilitazione dell’Accordo riguarda i carrelli semoventi con conducente a bordo. Per i transpallet manuali o elettrici condotti a terra quel titolo non serve, ma restano obbligatori informazione, formazione e addestramento documentato: anche questi mezzi schiacciano piedi e caviglie.
Le scaffalature del magazzino vanno verificate periodicamente?
Non rientrano nelle verifiche periodiche degli apparecchi di sollevamento, ma le norme tecniche di settore prevedono ispezioni regolari da parte di persona competente, segnalazione dei componenti urtati e messa fuori servizio della campata danneggiata.
Un magazziniere che movimenta pochi colli leggeri va comunque visitato?
Dipende dalla valutazione: se indici di sollevamento, frequenze e posture restano sotto i livelli di attenzione, la sorveglianza per la movimentazione può non attivarsi. Restano però gli altri fattori della mansione — rumore, videoterminale, guida di mezzi — che possono attivarla comunque.
Gli autisti esterni che scaricano in magazzino sono un mio problema?
Sì, quando entrano nella tua area operativa: servono cooperazione e coordinamento, regole di accesso scritte e, nei casi previsti, il DUVRI con aree di manovra e tempi di sosta definiti.
I lavoratori somministrati assunti per il picco stagionale devono avere la stessa formazione?
Sì, e prima di iniziare. Chi entra per due mesi corre gli stessi rischi di chi lavora lì da dieci anni, conoscendo però meno percorsi e abitudini. L’utilizzatore garantisce informazione sui rischi, formazione adeguata alla mansione e consegna dei DPI, verificando quali attestati validi il lavoratore già possiede.
Quanti dei tuoi magazzinieri sono davvero in regola tra abilitazioni, visite e DPI consegnati? Partiamo da una ricognizione della mansione e dalle altre schede dell’area mansioni: compila la richiesta di preventivo gratuito e ti restituiamo l’elenco puntuale di ciò che manca.