La sicurezza sul lavoro nelle lavanderie mette insieme condizioni che raramente convivono nella stessa azienda: calore e umidità costanti in stireria, macchinari industriali con parti in movimento e superfici bollenti, prodotti chimici usati ogni giorno, biancheria sporca che può portare rischio biologico e una movimentazione manuale di sacchi e carrelli che non si ferma mai. Che si tratti di una lavanderia industriale conto terzi, di una tintoria a secco di quartiere o di una stireria, gli obblighi del D.Lgs 81/2008 sono gli stessi e partono dal primo lavoratore assunto.
Seguiamo lavanderie, tintorie, stirerie e lavanderie self-service con una consulenza integrata: sicurezza, medicina del lavoro e formazione gestite da un unico interlocutore, con sopralluoghi organizzati senza fermare i cicli di lavaggio.
I nostri servizi per lavanderie e stirerie
- Sicurezza sul lavoro per lavanderie e stirerie: DVR con valutazione del rischio chimico dei detergenti e dei solventi, microclima caldo-umido, macchinari, ustioni da vapore, rumore e movimentazione dei carichi, incarico di RSPP esterno e presidio delle scadenze.
- Medicina del lavoro per lavanderie e stirerie: medico competente e protocolli sanitari diversi per addetti al lavaggio, stiratrici, addetti al ritiro e alla consegna, con visite direttamente in sede.
Completano il quadro i corsi obbligatori: formazione generale e specifica, antincendio, primo soccorso ai sensi del D.M. 388/2003 e abilitazione all’uso delle attrezzature per chi conduce transpallet o carrelli elevatori nelle lavanderie industriali.
Chi è obbligato
Rientrano negli obblighi tutte le realtà con almeno un lavoratore: la lavanderia industriale che serve hotel, ristoranti, RSA e strutture sanitarie, la tintoria con lavaggio a secco, la stireria artigiana, la lavanderia interna a una struttura ricettiva. Anche il self-service, apparentemente automatico, ha adempimenti propri quando c’è personale addetto alla gestione, alla manutenzione o al servizio di lavaggio su richiesta. Chi lavora biancheria proveniente da strutture sanitarie o assistenziali deve inoltre affrontare il rischio biologico con criteri specifici.
Come lavoriamo
- Sopralluogo lungo il percorso della biancheria: ricezione dello sporco, cernita, lavaggio, essiccazione, stiratura e mangano, piega, confezionamento e spedizione del pulito.
- Verifica documentale: DVR e valutazioni specifiche, schede dati di sicurezza dei prodotti, documentazione delle attrezzature a pressione e degli impianti, attestati di formazione, protocollo sanitario.
- Piano di adeguamento per priorità, con uno scadenzario gestito da noi che ti avvisa prima di ogni rinnovo o verifica periodica.
È lo stesso approccio che usiamo negli altri settori che seguiamo, dalle imprese di pulizie alle strutture ricettive fino alle case di riposo e RSA, spesso clienti delle lavanderie industriali. Il metodo è descritto nella pagina come lavoriamo; per il quadro normativo di riferimento puoi partire dagli obblighi del datore di lavoro.
Domande frequenti
I generatori di vapore e i mangani rientrano nelle verifiche periodiche?
Sì, ed è spesso il punto scoperto. Generatori di vapore, autoclavi e recipienti in pressione hanno obblighi di denuncia di messa in servizio e di verifica periodica presso l’autorità competente, con scadenze proprie che non coincidono con quelle del DVR. Anche l’impianto di messa a terra segue il DPR 462/2001. Teniamo lo scadenzario di queste verifiche periodiche insieme al resto della documentazione.
La tintoria lavora a secco con solventi: come dimostro che l’esposizione è sotto controllo?
Non basta dichiarare che le macchine sono a circuito chiuso. Si parte dalle schede dati di sicurezza e dai quantitativi realmente impiegati, si osservano le fasi critiche — carico, scarico, pulizia dei filtri, gestione dei residui di distillazione — e, dove la valutazione lo richiede, si esegue un campionamento degli agenti chimici sull’operatore. Il medico competente usa quegli esiti per costruire il protocollo sanitario.
D’estate in stireria si arriva a temperature molto alte: basta installare ventilatori?
Il microclima caldo-umido va valutato come rischio, non gestito a sensazione. Si rilevano le condizioni nelle postazioni più critiche, si considerano sforzo fisico e abbigliamento, poi si interviene su ricambi d’aria, schermatura delle superfici calde, rotazione fra mangano e piega, pause e disponibilità di acqua. Le misure adottate entrano nel DVR e nella valutazione del microclima, che serve anche al medico competente.
Lavoriamo biancheria di case di riposo: in pratica cosa cambia rispetto a un cliente alberghiero?
Cambia l’organizzazione del reparto sporco. Servono percorsi separati fra sporco e pulito, contenitori chiusi e identificati, gestione dei sacchi solubili evitando dove possibile la cernita manuale, DPI dedicati e spogliatoi che impediscano di portare a casa gli indumenti di lavoro. Sul piano sanitario il medico competente valuta le vaccinazioni da proporre e gli accertamenti legati al rischio biologico, temi da richiamare anche nella formazione degli addetti.
Vuoi capire dove la tua lavanderia è scoperta? Richiedi un preventivo gratuito: dopo il sopralluogo ricevi un elenco chiaro di interventi e priorità.