Normative

Sanzioni per mancata nomina del medico competente

Cosa rischia il datore di lavoro che non nomina il medico competente: arresto, ammenda e responsabilità in caso di infortunio. Norme e importi aggiornati.

Quando l’attività espone i lavoratori a rischi che richiedono la sorveglianza sanitaria, la nomina del medico competente non è facoltativa: è un obbligo specifico del datore di lavoro, la cui violazione ha conseguenze penali. Questa pagina approfondisce la sanzione per la mancata nomina; per il quadro generale vedi sanzioni per la sicurezza sul lavoro.

Cosa prevede la legge

L’obbligo di nominare il medico competente, quando il DVR individua rischi che lo richiedono, è previsto dall’articolo 18, comma 1, lettera a) del D.Lgs 81/2008. La violazione è punita dall’articolo 55, comma 5, lettera d): arresto da due a quattro mesi o ammenda da 1.500 a 6.000 euro a carico del datore di lavoro e del dirigente.

A differenza di gran parte delle altre ammende del decreto, questo importo non segue la rivalutazione periodica dell’articolo 306: è stato fissato dalla Legge 215/2021 e la nota 129 dell’edizione consolidata del D.Lgs 81/2008 pubblicata dall’Ispettorato Nazionale del Lavoro (luglio 2025) segnala che il Decreto Direttoriale n. 111/2023, che ha rivalutato la generalità delle ammende del +15,9%, non lo ha toccato: l’Ispettorato si è riservato di fornire indicazioni al riguardo con la nota prot. 724 del 30 ottobre 2023. La cifra corretta, ad oggi, resta quindi quella fissata dalla legge del 2021, con questa riserva esplicita.

Distinta dalla mancata nomina è la violazione dell’articolo 18, comma 1, lettera g) — la mancata organizzazione delle visite mediche periodiche pur avendo nominato il medico competente — che l’articolo 55, comma 5, lettera e) sanziona con ammenda da 2.847,69 a 5.695,36 euro (importo rivalutato, per le violazioni commesse dal 6 ottobre 2023): un minimo quasi doppio rispetto a quello per l’omessa nomina, non una sanzione più lieve. Questa seconda violazione è inoltre soggetta all’aggravante dell’articolo 55, comma 6-bis: l’importo raddoppia se riguarda più di 5 lavoratori e triplica se ne riguarda più di 10.

Un obbligo che, secondo la giurisprudenza, dura finché non viene sanato

Una parte della giurisprudenza qualifica la mancata nomina del medico competente, quando obbligatoria, come un reato permanente: la condotta illecita non si esaurirebbe in un istante, ma proseguirebbe finché il datore di lavoro non adempie, con conseguenze sul decorso della prescrizione del reato. Si tratta di un orientamento interpretativo, non di una previsione esplicita del testo di legge, ma è comunque un elemento di cui tenere conto nel valutare la propria posizione.

Cosa si aggiunge in caso di infortunio o malattia professionale

Se un lavoratore esposto a un rischio che richiedeva la sorveglianza sanitaria subisce un infortunio o sviluppa una malattia professionale riconducibile a quel rischio, l’assenza del medico competente aggrava sensibilmente la posizione penale del datore di lavoro: viene meno la prova che l’azienda abbia monitorato l’idoneità del lavoratore a quella mansione, un elemento che nei procedimenti per lesioni o omicidio colposo pesa in modo determinante.

Come regolarizzare

La nomina del medico competente richiede innanzitutto un DVR aggiornato che individui correttamente i rischi presenti: da lì si definisce il protocollo sanitario e si programmano le visite. Chi si trova già con una prescrizione dell’organo di vigilanza deve muoversi rapidamente: attivare la sorveglianza sanitaria nei tempi indicati è spesso l’unico modo per evitare che il procedimento prosegua in sede penale.

Nomina e visite sono due violazioni autonome anche sul piano sanzionatorio, e lo restano sul piano del costo: la pagina su quanto costa il medico competente mostra perché il totale dipende soprattutto dal numero di visite da organizzare, non dalla sola nomina del medico.

Domande frequenti

Come faccio a sapere se la mia azienda deve avere il medico competente?

La necessità dipende dai rischi individuati nel DVR: rumore, movimentazione manuale dei carichi, agenti chimici, videoterminali oltre le soglie di legge e altri fattori specifici comportano l’obbligo. Senza un DVR aggiornato è difficile saperlo con certezza.

È più grave non nominare il medico competente o non fargli fare le visite periodiche?

Sono due violazioni distinte, entrambe penali. Sul piano del minimo edittale, non fare le visite periodiche con un medico già nominato prevede un’ammenda che parte più in alto (2.847,69 euro, con aggravante se coinvolge più lavoratori) rispetto alla mancata nomina in sé (1.500 euro): un indicatore di quanto gli organi di vigilanza considerino grave anche l’inadempienza successiva alla nomina, non un motivo per trascurare la prima.

La sanzione colpisce anche il dirigente, non solo il titolare dell’azienda?

Sì: l’articolo 55, comma 5, del D.Lgs 81/2008 nomina espressamente sia il datore di lavoro sia il dirigente, secondo il riparto interno dei compiti in materia di sicurezza.

Cosa cambia se il medico competente è nominato ma le visite non vengono effettuate?

Si tratta di una violazione distinta e autonoma, riconducibile alla mancata organizzazione della sorveglianza sanitaria (articolo 55, comma 5, lettera e), con un’ammenda più alta nel minimo rispetto a quella per la mancata nomina e soggetta ad aggravante in base al numero di lavoratori coinvolti.

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Dove verificare il testo della norma

Questa pagina riassume gli obblighi in termini generali. Il testo vigente, con le modifiche in vigore alla data di consultazione, si trova nelle banche dati pubbliche: la consultazione è gratuita e non richiede registrazione.

  • Normattiva — Banca dati ufficiale della normativa italiana vigente, con testi consolidati alle modifiche di legge. Non riporta però gli importi delle sanzioni dopo una rivalutazione periodica disposta con decreto, perché il decreto non modifica il testo dell'articolo.
  • Ispettorato Nazionale del Lavoro — Testo Unico sicurezza aggiornato — Edizione consolidata del D.Lgs 81/2008 con gli importi delle sanzioni aggiornati alle rivalutazioni periodiche, che il testo di legge pubblicato su Normattiva non riflette.
  • Gazzetta Ufficiale — Pubblicazione ufficiale di leggi, decreti e accordi Stato-Regioni.
  • INAIL — Istituto nazionale per l'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro: linee di indirizzo, modulistica e dati.
  • Ministero della Salute — Linee guida nazionali in materia di igiene, sicurezza alimentare e prevenzione, incluse quelle sulla legionellosi.
  • Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali — Interpelli, circolari e provvedimenti in materia di salute e sicurezza sul lavoro.
  • EUR-Lex — Testi ufficiali dei regolamenti e delle direttive dell'Unione europea.
  • Vigili del Fuoco — Prevenzione incendi: procedure, modulistica e regola tecnica.
  • Accredia — Ente unico nazionale di accreditamento: consente di verificare laboratori e organismi accreditati.

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