La provincia di Ragusa ha una vocazione agricola e agroalimentare marcata: orticoltura protetta, allevamento e produzione lattiero-casearia, aziende di trasformazione e confezionamento, con una filiera che si estende alla movimentazione e alla distribuzione dei prodotti. Attorno a questo nucleo ruotano imprese edili, attività ricettive e di ristorazione, servizi e commercio. È un territorio dove la stagionalità delle lavorazioni e la presenza di manodopera con provenienze diverse rendono la formazione un tema operativo prima ancora che documentale.
Seguiamo le aziende ragusane con tecnici della sicurezza e medici competenti che vengono dove si lavora, in azienda agricola come in stabilimento. Gli obblighi restano quelli nazionali del D.Lgs 81/08; ciò che dipende dalla Regione — la formazione di chi manipola alimenti — è spiegato nella pagina Sicilia.
I settori che seguiamo a Ragusa e provincia
Agricoltura. Coltivazione protetta e in pieno campo, allevamento e aziende miste. I rischi tipici sono l’uso di trattori e macchine operatrici, i prodotti fitosanitari, il microclima nelle serre con temperature e umidità elevate, la movimentazione manuale dei carichi in raccolta e confezionamento, il contatto con animali e agenti biologici negli allevamenti.
Industria alimentare. Caseifici, laboratori di trasformazione e impianti di confezionamento: macchine con organi in movimento, superfici bagnate e scivolose, lavoro a basse temperature nelle celle, rumore, agenti chimici per la sanificazione e obblighi di autocontrollo che si intrecciano con la sicurezza dei lavoratori.
Logistica e trasporti. Magazzini di stoccaggio, piattaforme di confezionamento e imprese di trasporto: carrelli elevatori, ribalte, scaffalature, movimentazione ripetitiva, catena del freddo e turni che si concentrano nelle ore notturne o nelle prime ore del mattino.
Turismo e strutture ricettive. Strutture della fascia costiera e agriturismi dell’entroterra: personale stagionale, rischio chimico per gli addetti alle pulizie, gestione delle emergenze con ospiti presenti, impianti idrici da controllare soprattutto alla riapertura.
Edilizia e cantieri. Costruzioni rurali e civili, manutenzioni e installazioni: lavori in quota, ponteggi, scavi, movimentazione dei materiali e coordinamento tra più imprese sullo stesso cantiere.
I servizi disponibili
| Area | Interventi |
|---|---|
| Sicurezza sul lavoro | Valutazione dei rischi e DVR, nomine, RSPP esterno |
| Medicina del lavoro | Medico competente, sorveglianza sanitaria, visite in azienda |
| HACCP | Manuale di autocontrollo, corsi HACCP, formazione alimentaristi |
| Analisi acque | Potabilità, acqua impiegata nelle lavorazioni, legionella |
| Corsi | Lavoratori, antincendio, primo soccorso, attrezzature |
Nelle filiere agroalimentari il valore aggiunto sta nel far dialogare i due piani: la stessa visita in stabilimento serve a impostare la valutazione dei rischi per i lavoratori e il piano di autocontrollo previsto dal Regolamento CE 852/2004, con un unico calendario di verifiche e analisi.
Come lavoriamo sul territorio
Cominciamo dalla ricognizione: attività, mansioni, macchine, sostanze impiegate, documenti e attestati già presenti. Da qui esce l’elenco delle carenze, ordinato per priorità.
Il sopralluogo si svolge dove si lavora: serre, stalle, sale di lavorazione, celle, magazzini. Verifichiamo macchine e loro protezioni, DPI in uso, depositi di sostanze, impianti, vie di esodo e presidi antincendio; dove serve programmiamo misurazioni strumentali e campionamenti d’acqua.
Seguono la redazione dei documenti — DVR, valutazioni specifiche, nomine, protocollo sanitario, manuale di autocontrollo — e la formazione, organizzata per gruppi omogenei e in orari compatibili con i picchi di lavorazione. Le visite mediche si svolgono in azienda quando gli spazi lo consentono, altrimenti presso strutture convenzionate. Infine il presidio delle scadenze: rinnovi formativi, visite periodiche, analisi e revisioni documentali gestiti da noi con avviso anticipato, come descritto in come lavoriamo.
Domande frequenti
Ho lavoratori che non parlano bene l’italiano: la formazione è comunque valida?
La formazione deve essere erogata in modo comprensibile per il lavoratore, verificandone l’effettiva comprensione. Non è un dettaglio formale: una formazione non compresa non assolve l’obbligo e non protegge nessuno.
Il lavoro in serra richiede valutazioni particolari?
Sì. Temperatura, umidità, posture incongrue, uso di prodotti fitosanitari e movimentazione manuale vanno valutati insieme, perché è la loro combinazione a determinare il rischio. Da questa valutazione discendono organizzazione dei turni, pause, DPI e sorveglianza sanitaria.
Un caseificio deve analizzare l’acqua che utilizza?
L’acqua impiegata nelle lavorazioni alimentari deve rispettare i requisiti di potabilità: il piano di campionamento va definito in funzione dell’origine dell’approvvigionamento e degli usi, ed è parte integrante dell’autocontrollo.
Che differenza c’è tra il corso per alimentaristi e il corso di formazione dei lavoratori?
Sono due percorsi distinti con finalità diverse: il primo riguarda l’igiene degli alimenti ed è disciplinato da norme regionali, il secondo riguarda la sicurezza del lavoratore e segue l’Accordo Stato-Regioni. Chi lavora in un’impresa alimentare deve avere entrambi, e la verifica del requisito regionale aggiornato la facciamo noi prima di programmare le sessioni.
Chi lavora nelle celle frigorifere ha tutele specifiche?
L’esposizione a basse temperature va valutata considerando durata della permanenza, sbalzi termici, abbigliamento protettivo e organizzazione delle pause. Da questa valutazione discendono i DPI da fornire e gli accertamenti che il medico competente inserisce nel protocollo sanitario.
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